PIZZERIA O’SCUGNIZZO

PIZZERIA O’SCUGNIZZO

di Antonio Caracciolo

Arezzo, città antichissima incastonata in un territorio in grado di offrire un patrimonio naturalistico e artistico molto vasto.

Camminando per Via de’ Redi, un piccolo vicoletto molto caratteristico, che si interseca con Corso Italia, il cuore della città, meta della classica passeggiata, c’è un locale, dove si sfornano pizze napoletane, O’SCUGNIZZO di Pierluigi Police. Una pizzeria informale, accogliente che si presenta con arredi caldi e chiari nel colore del legno.

Pizzeria che nel 2017 ha avuto il riconoscimento dei 3 spicchi del Gambero Rosso, riconfermato anche successivamente.

Pierluigi Police è campano, originario di Mondragone, in provincia di Caserta, arrivò ad Arezzo dal 1995 e forte dell’appoggio della famiglia si dedicò prima alla ristorazione e poi nel 2000 diede vita alla sua pizzeria ‘O Scugnizzo, dove ha portato la sua idea di pizza, la propria conoscenza su questo vasto mondo, arricchita da un corso per istruttori pizzaioli alla Scuola Italiana Pizzaioli.

Oggi Pierluigi propone la sua pizza napoletana, coadiuvato al forno dal figlio Gennaro, mentre della sala si occupano la moglie Maria e Simona, sorella di Pierluigi

O’Scugnizzo realizza pizze gustose e leggere, scioglievoli e rispettose dei sapori della tradizione.

Un tocco di unicità Pierluigi lo dà alle pizze Margherita e Marinara, a cui aggiunge degli ingredienti che appartengono alla sua memoria come i pomodori, quelli che appena colti, il padre portava a casa a Mondragone e tutta la famiglia si riuniva per lavorarli, facendone conserve, pelati e salsa.

Ecco perché sulle pizze di Pierluigi il pomodoro è al naturale, accompagnato giusto da qualche foglia di basilico o di origano, in filetti leggermente scolati che conservano tutta la carnosità della polpa, saporita di terra e di sole.

Anche l’impasto è oggetto di ricerca costante per Pierluigi, infatti realizza impasti diretti a partire da una base di 50% di acqua e lievito, con un’idratazione iniziale al 60% per poi arrivare gradualmente al 70 %, per far sì che la farina assorba più acqua e la struttura glutinica sia perfetta, per cui usando poca acqua l’impasto acquisisce molta forza e sprigiona profumi particolari grazie allo sviluppo alcolico che lo rende più aromatico.
Accanto a pomodoro e impasto, non mancano i grandi prodotti, selezionati personalmente da Pierluigi: dalla ricotta di Agerola, le papaccelle – i tipici peperoncini campani in agrodolce – i capperi e i cucunci – i loro frutti – di Pantelleria, ma anche la mortadella di Bologna e una serie di ingredienti presidi Slow Food, tra formaggi e salumi.

Il menu è suddiviso in due categorie: Le pizze con la pummarola e quelle senza pummarola. Ma la Margherita è regina indiscussa della pizzeria O’Scugnizzo e viene proposta nella versione con filetto intero di San Marzano Italianavera e anche nella versione con fiordilatte di Agerola, perfetta perché conservata in incarto anziché in liquido e quindi più asciutta.

Inoltre la carta delle birre artigianali è molto curata e permette una ricca scelta tra circa 200 etichette.

www.lo-scugnizzo.it

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