Dry

Dry

di Antonio Caracciolo

Dry ovvero “secco”, il “senza alcool” del proibizionismo, perfetto per un cocktail bar. Oppure “asciutto”, ridotto all’osso, alle qualità fondamentali, consapevolmente.
Questo il concetto intrinseco al locale più alla moda  di Milano.
Il format cocktail & pizza gourmet incarnato da Dry Milano è stato ideato dallo chef stellato Andrea Berton insieme a Giovanni Fiorin, Tiziano Vudafieri e Diego Rigatti, che hanno aperto la prima insegna nel 2013 in via Solferino.

Qui a tenere le redini della cucina è Lorenzo Sirabella, fresco vincitore del premio “Giovane Pizzaiolo dell’Anno” assegnato da 50 Top Pizza. Ventisei anni, napoletano di origini ischitane, Sirabella, grande specialista di impasti e abbinamenti sempre nuovi da sperimentare, già vincitore lo scorso anno della selezione Pizza Chef Emergente del Nord Italia, è approdato nel 2018 a Milano dopo innumerevoli esperienze di lavoro in pizzerie partenopee, tra cui la celebre Pizzaria La Notizia del maestro Enzo Coccia, collaborando di recente con lui anche per la stesura del suo libro “Pizza Fritta”.

Lorenzo Sirabella tiene fortemente alla tradizione e la porta avanti con orgoglio, modificando però con lo studio, i metodi e le tecniche di preparazione delle materie prime, sempre in aggiornamento, nonché le cotture e la loro gestione. Fondamentale anche l’attenzione che porta alla ricerca sugli impasti, alla selezione delle materie prime, ai marchi Dop, Ggp e Slow Food, come ai prodotti di stagione.

Risale al 2017 l’apertura di un nuovo locale in Viale Vittorio Veneto. Il secondo Dry Milano è sorto all’insegna del design e delle atmosfere urban con 13 vetrine, un dehors sui Bastioni e il menù studiato dallo chef Andrea Berton.

Ampio, luminoso con ottoni, legni, separé e lampadari risulta, dal design al menù, l’espansione del primo progetto di via Solferino.
Così la scelta dell’interior design, curata come nel primo Dry dall’architetto e socioVudafieri, che conferma l’idea di uno   spazio aperto, vario e ibrido.

All’ingresso la grande Cocktail Station, un’isola aperta su ogni lato, con il bancone basso dove, sotto la supervisione del bar manager Federico Volpe, vengono preparati i cocktail a cui i barman danno il tocco finale. Dry Milano è pizzeria gourmet dove non si contemplano i codici estetici classici, infatti il forno non si vede e i video trasmessi sulle pareti offrono contenuti artistici anziché sportivi; spiccano poi i grandi tavoli comuni per far incontrare le persone, perché la prima idea ispiratrice del Dry rimane quella dello “stare tutti insieme” e del “conoscersi”.


Stavolta la cucina guidata da Timur Isayev si amplia per servire tutto nell’anima Dry, ovvero tutto fatto in casa: originali i sorbetti artigianali e i dessert gelati proposti all’interno di un menù, disponibile anche a pranzo, che alla pizza gourmand, aggiunge una grande varietà di insalate, salumi e piatti d’eccezione.

Poi la carta dei viniche comprende anche spumanti e champagne, mentre si segnala anche una lista molto ricercata di whisky.

Qui, dove il tempo sembra fermarsi, Dry Milano risponde alle esigenze del cliente, dal business lunch agli eventi privati e aziendali, per terminare con l’aperitivo e la cena sfiziosa, rappresentando il luogo perfetto in cui sentirsi a casa e lasciarsi accompagnare in un universo di gusti e sapori.

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