UNA MANO FERMA SULLA PUREZZA DEI SAPORI

UNA MANO FERMA SULLA PUREZZA DEI SAPORI

di Ida Petrillo

Nato  a Vico Equense, in penisola sorrentina, lì sotto lo sguardo dei monti Lattari, tra il golfo di Napoli e quello di Salerno, dove i sapori e i profumi dei prodotti tipici hanno esalato la sua creatività in cucina.

Tommaso Di Palma, chef d’altri tempi, umile e modesto, risponde a dei requisiti che attualmente nel campo della ristorazione, sono sempre più difficili da riscontrare.

Tommaso con la stessa cura di sempre, interpreta la tradizione campana, la sua una cucina scandita dai sapori e dai profumi dei prodotti locali, che nel tempo si rinnovano senza dimenticare le proprie origini.

Arriva ai fornelli giovanissimo, anzi tra le esperienze stagionali svolte durante i primi anni dell’istituto alberghiero a Vico Equense, Tommaso esordisce al forno di una pizzeria.

Poi nel periodo scolastico, ma anche dopo il diploma, il suo percorso di formazione sarà al seguito dello chef-insegnante Antonio Tecchia.

“Il nostro mestiere ci porta ad interagire spesso con nuove brigate di cucina, diverse per stili, filosofie e tecniche – esordisce lo chef Di Palma – ed è questo che ci permette di arricchirci in conoscenze e stimolare l’individuale creatività.”

“ La mia formazione professionale – continua Di Palma –  è legata allo chef Giosuè Maresca, come a Peppe Guida e a Gennaro Esposito. E di ciò mi ritengo molto fortunato.”

Ma se la maggior parte degli chef, oggi aspira a riconoscimenti vari e ad attenzioni mediatiche, Tommaso percorre tranquillo la sua strada, “divertendosi” ai fornelli e dando il meglio dei suoi saperi culinari, agli ospiti dei grandi banchetti catering.

La sua mano è ben assestata sulla purezza dei sapori ed è finalizzata a riportare nel piatto il ricordo gustativo, la memoria dei piatti campani, consentendo al cliente di capire immediatamente dove si trova e cosa lo chef sta raccontando. 

Negli ultimi tempi Tommaso Di Palma cura la cucina del Bistrot InPasta a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, dove giornalmente realizza piatti campani, in linea con le stagioni.

Il suo sogno nel cassetto? “Un ristorante tutto suo”, lo rivela a bassa voce e incrociando le dita.

Ma al momento non ci rivela di più e a noi de L’Arcimboldo, non ci resta che fargli un grande in bocca al lupo.

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