Le sei torte della mamma

Le sei torte della mamma

Di Renato Aiello

Le sei torte della mamma per la festa di domenica a Napoli, omaggio al cinema e alle serie tv

La mamma è sempre la mamma, dice l’adagio, e quest’anno vale più che mai il detto in tempi di lockdown e fase due. Rimandati gli abbracci e gli incontri ancora per un po’, ci resta la condivisione di un momento virtuale, di una videochat su Skype, WhatsApp o Zoom e soprattutto quella di un dolce pensiero. La tradizione vuole la zeppola per i papà a San Giuseppe (altra ricorrenza punita quest’anno dall’irruzione del covid19 nelle nostre vite) e una torta per le mamme la seconda domenica di maggio (anche se il mother’s day o la fiesta de la madre nei paesi anglosassoni e iberici si celebra la prima domenica di maggio o in altre date ancora). Per questo 2020 che ci ha costretto a stare a casa, il più delle volte davanti alla tv e in compagnia di un film o di una serie sulle pay tv o Netflix, la Pasticceria Seccia ai Quartieri Spagnoli di Napoli ha pensato a sei torte dai nomi pop, legati alla tradizione cinematografica classica e più recente.

Se ripartenza deve essere, e per il fiore all’occhiello dei Quartieri, come per molti altri locali, è una ripresa tutta in salita, bisogna affrontarla con lo spirito giusto e la carica creativa, artistica che è tipica di Napoli. In un luogo della città che porta nel nome il richiamo alla Spagna, non può mancare un omaggio all’estro e alla fantasia ispanica: la torta Manuela, un pan di Spagna al cacao con bagna leggera al latte nobile, ripieno al cioccolato e decorazione kinder, sembra quasi una scomposizione cubista o surrealista con le barrette, i biscotti e le praline sul cuore di cioccolato. A metà tra Picasso e Dalì, strizzando l’occhio al cinema d’autore castigliano, Manuela è infatti il nome della mamma di Esteban in “Tutto su mia madre”, capolavoro di Pedro Almodovar, premio Oscar più di 20 anni fa ormai (il tempo passa per tutti). Chi non accusa invece le tante primavere è sempre la commedia all’italiana, passata spesso in tv sulle reti locali nei giorni di quarantena, e il trittico femminile dipinto sul grande schermo da Vittorio De Sica in “Ieri, Oggi e Domani” ne è la prova. La mitica Adelina, mamma contrabbandiera interpretata da Sophia Loren, è il nome scelto invece per la torta tutta fragole e panna e rigorosamente a forma di cuore: un abbinamento prorompente come la femminilità della mamma napoletana del primo episodio del film. La Loren è indubbiamente un simbolo forte a Napoli, studiata da antropologi e critici cinematografici, e un altro indimenticabile ruolo portato sul grande schermo è quello di Filumena Marturano, dall’omonima opera di De Filippo.

Una madre costretta a fare i conti col passato, sempre in bilico tra il detto e il non detto, segreti e bugie nascoste per anni, si associa bene a una torta doppia come Filomena: pan di spagna bagnato leggermente al latte e ripieno di crema Chantilly all’italiana, decorato con ciuffi di panna da un lato e cioccolato bianco colorato dall’altro. Ma Napoli è anche canto della sirena Partenope e origini greche, per cui una millefoglie stratificata come un piccolo tempio greco, ripiena di Chantilly all’italiana e decorata con frutti di bosco e fragoline (o cioccolato, a scelta) si merita un nome classico e antico: Olimpia, la madre di Alessandro Magno il macedone, conquistatore dell’Impero persiano. Spazio anche per le mamme beniamine delle serie tv con un duetto strepitoso direttamente da una serie di culto, “Il trono di Spade”: Dany e Cersei, rispettivamente la regina dei draghi e la mamma leonessa di principi e re nella Fortezza Rossa.

La torta Daenerys, un pan di spagna ripieno di crema Chantilly, decorata a sua volta con petali di Chantilly che le conferiscono quasi l’aspetto della pelle di drago, non poteva che avere il nome della madre dei draghi Targaryen. Mentre un classico come la crostata di crema pasticcera e fragoline di bosco ricorda molto Cersei: rossa come il suo stemma nobile e col colore dorato della crema e della pasta frolla friabile così simile al leone araldico del suo casato Lannister. Una sestina di torte preparate tutte con materie prime di altissima qualità e con la sapiente passione del maestro Franco Seccia, che in un momento così difficile per tutti possono regalare un sorriso in una domenica di festa “virtuale”. La bellezza, ripetono tutti, salverà il mondo, ma anche la dolcezza non scherza in quanto a antidoto alla malinconia e alla solitudine familiare in tempi di distanza e lontananza degli affetti.

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