Riparte Silvia Moro

Riparte Silvia Moro

di Mario Stramazzo

Montagnana

Una donna chef che sta conquistando il regno degli uomini gourmand

A leggere il curriculum della dottoressa Silvia Moro, laureata presso l’ Università degli Studi di Padova – Facoltà di Economia, Corso di Laurea in Economia Aziendale che poi frequenta il corso di tecniche di base presso l’ALMA, scuola internazionale di cucina italiana e successivamente, sempre all’ALMA, il corso superiore di cucina italiana e pure il corso di pasticceria con Gregoire Berger vien da pensare che ci si possa trovare di fronte ad una di quelle secchione antipatiche che tutti ricordano dai loro tempi di scuola. Quelle, per capirci, del “so tutto io” che non ti facevano copiare nemmeno mezza riga del loro compito.

In realtà, basta guardarla e non si fatica a capire che è l’esatto contrario e che anzi, vista la professione che ha scelto, da questa giovane donna non ci si può che attendere la miglior disponibilità che si possa desiderare in tema di ospitalità e di gran soddisfazione per gli occhi e il palato. Un mestiere di chef, quello che Silvia ha deciso di fare, respirato fin da piccola nel ristorante Aldo Moro, già vecchia locanda e poi hotel, gestito dalla sua famiglia fina dal 1940 in quel di Montagnana, nel centro di uno dei borghi più belli d’Italia. E’ qui, fra le mura di casa, dopo un significativo innovamento del ristorante che ora ha un nuovo logo “Ristorante Aldo Moro la Cuisine”, con un ingresso dedicato, che Silvia mette in pratica tutto il suo sapere.

Meglio ancora tutta la sua inesauribile voglia di nuove sperimentazioni e di passione per la cucina ma anche per quella che ormai è la sua filosofia di vita professionale : “Le emozioni sono l’origine e la creazione di ogni sapore che è essenza di ogni nostro gesto. Cucinare è tutto questo” Così dal suo essere donna ecco scaturire le idee più ispirate per piatti che non sono certo come quelli che le donne da secoli preparano quotidianamente per la famiglia, pur se da sempre sono stati il nutrimento di migliaia di generazioni, ma piatti nuovi o comunque rispettosi di una tradizione che Silvia ha imparato ad assimilare fin dalla più tenera età. In una terra ricca di tipicità e prodotti che spaziano dagli orti all’aia, con ortaggi o animali di bassa corte, dal pesce del vicinissimo Adriatico alle sapide carni dei quadrupedi allevati con amore nella aziende agricole della campagna attorno alle mura medievali della sua Montagnana. Capolavoro di sapiente conservazione di vestigia secolari che ai nostri giorni stanno rinnovandosi e innovandosi per presentarsi ai visitatori dotati di ipad e iphon come un esempio di cittadina integrata fra storia, tradizione e innovazione.

Caratteristiche che sembrano ideali anche per definire la cucina di questa giovane donna che ha deciso di mettere la sua essenza femminea al servizio del gusto, dei sapori e dei palati dei più esigenti gourmet. Come del resto dimostrano anche i riconoscimenti ricevuti come il premio “Adamo Digiuno” seconda edizione, la “Menzione speciale” nella guida Ristoranti che passione 2019; il premio “Promessa dell’anno” nella guida Gatti Massobrio; inserimento nelle Guide dell’Espresso con conferimento di 1 cappello; inserimento nelle guide Touring Club, Identità golose e Gatti Massobrio; la partecipazione all’evento di Caseus Veneti; la partecipazione al convegno organizzato da Luigi Costa “La cucina delle ragazze” presso la blasonata biblioteca La Vigna di Vicenza; l’assegnazione corona radiosa dal taccuino “Gatti Massobrio”; il premio ristorante emergente 2017 dalla guida “Venezie a tavola” e moltissimi altri che suggeriamo di andare a scoprire proprio a casa di Silvia Moro come ha fatto i grande guru della scoperta di cuochi emergenti Luigi Cremona che l’ha voluta al “Roots of Tuscany ” o come ha fatto la San Pellegrino al concorso “San Pellegrino Young chef 2016”.

Agnello costine di agnello con caprino, barbabietola e lamponi

Insomma un podio dopo l’altro per una giovane chef tutta al femminile come sembrano esserlo le sue creazioni . Così ricche di briosità ma anche di concretezza, fantasiose ma mai senza rotta, pazzamente insolite e originali ma non per questo avulse dal contesto in cui Silvia è maturata e ancora sta maturando. Recitava una copertina del l’Espresso a proposito del valore delle donne qualche decennio fa : “Bella un po’ complicata fra i trenta e i quaranta” quasi a profetizzare quel che sta avvenendo anche nella gastronomia, terra di maschi ma non fino a che in giro ci sono queste trentenni. Tanto più che per arrivare ai quaranta o più, data l’evoluzione dei tempi, Silvia ha ancora un decennio di intuizioni da concretizzare; per il piacere del palato di gourmand sempre in cerca di novità da segnare nel proprio taccuino di esploratori del gusto.

Ciak si riparte al Ristorante Aldo Moro, con la forza dell’entusiasmo che riaccende la scintilla e i colori della vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *