NERI E ROSSI

NERI E ROSSI

Un’operazione di archeologia delle sementi è avvenuta per i ceci lisci di Cassano delle Murge che  oggi vantano essere un nuovo Presidio Slow Food.

In Puglia i ceci neri sono stati rimessi in produzione , grazie al recupero dei semi avvenuti una quindicina di anni fa da parte di  Vito Proscia, referente dei produttori, che con Eustachio Racano, appassionato di agricoltura e sostenibilità, ebbero da un anziano contadino di Cassano, due chili circa di semi che conservava in cantina in due boccacci (barattoli di vetro per conservare gli alimenti).

Il contadino spiegò come seminarli, poi sono seguiti anni dedicati alla coltivazione, che hanno rivelato le caratteristiche, le attenzioni e le cure di cui necessita la produzione del cece nero liscio di Cassano.

Nell’area pugliese, questa varietà aveva da tempo lasciato spazio a cultivar più adatte alla meccanizzazione, e di conseguenza maggiormente redditizie.

I coltivatori oggi si impegnano a rispettare un rigido disciplinare di produzione: i semi si interrano tra dicembre e febbraio rigorosamente a mano, così come manuale è la raccolta che avviene tra giugno e luglio. Le piante estirpate vengono prima raggruppate in covoni, poi battute con l’ausilio di bastoni di legno, infine agitate sotto vento per separare la granella da eventuali residui di pianta, foglie e baccelli.

L’area di produzione dei ceci lisci di Cassano delle Murge Presidio Slow Food comprende il comune di Cassano delle Murge e alcuni territori dei comuni limitrofi di Grumo Appula, Santeramo in Colle, Altamura e Sannicandro di Bari, provincia di Bari.



Il Presidio Slow Food dei ceci lisci di Cassano delle Murge è sostenuto dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Da qualche anno è avvenuto  un’ulteriore recupero quello del cece rosso, in realtà ancora in corso, poichè la produzione continua ad avere numeri piuttosto bassi: il raccolto del cece rosso si attesta intorno ai 120 chilogrammi all’anno, mentre per quanto riguarda quello nero (che ha una decina d’anni in più di lavoro alle spalle) si supera la dozzina di quintali, sufficienti per metterlo in commercio anche sotto forma di farina. In cucina, invece, la tradizione vuole che dopo la cottura li si ripassi in padella con cotica di maiale e alloro, oppure con cipolla soffritta e peperoncino.

I produttori che coltivano i ceci lisci di Cassano delle Murge riconosciuti Presidio Slow Food, oggi, sono una decina. A loro, nella Comunità Slow Food nata nel 2019 per valorizzare questa coltura tradizionale, si aggiungono due ristoratori e un agronomo, persone, molto legate tra loro da un retroterra culturale e colturale.



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