Lo chef Bruno Tassone alla guida del San Domenico

Lo chef Bruno Tassone alla guida del San Domenico

Lo chef Bruno Tassone alla guida del San Domenico

Una piacevole scoperta in una sosta nella città del tonno e del popolarissimo “tartufo”: il San Domenico Restaurant, quasi incastonato tra i costoni di roccia che dominano l’infinita distesa blu del Mar Tirreno.

Il locale è moderno, arredato in modo essenziale, quasi minimalista, e a dominare sono i colori pastello, ovviamente su tonalità marine, smorzati dalle bottiglie ospiti della cantina a fare da cornice alla cucina a vista, quasi en – plein – air, guidata da Bruno Tassone.

La proposta è certamente innovativa e di rottura soprattutto rispetto alla media dei ristoranti del posto, con la velleità di rappresentarne un’alternativa dirompente attraverso la proposta di un menù degustazione in cui, dall’entrèe sino al secondo dominano i sapori del mare, in chiave assolutamente anticonvenzionale. Molto arditi infatti sono i contrasti che dominano l’intero percorso degustativo, tutto tecnicamente invitante e ben eseguito, con largo spazio ad una materia prima locale e di qualità, abilmente coniugata a spezie ed essenze aromatiche di territorio.

Il percorso degustativo cambia ogni giorno, sulla base delle eccellenze che il mare sa offrire ogni giorno, rielaborate in chiave assolutamente creativa.

San Domenico Restaurant

Grande attenzione viene conferita ai dettagli, a partire dalla mise en place minimalista che si sposa esteticamente in maniera armonica con i panificati realizzati artigianalmente: vero e proprio cruccio dello chef è la realizzazione dei lievitati.

Grissini con 72 ore di lievitazione e sfogliato realizzato con lievito madre lasciano subito spazio all’appetizer di benvenuto che prova ad essere una vera e propria cartolina delle eccellenze calabre: sfoglia di  cavolo nero, aringa affumicata e passion fruit; tartelletta multicereale, patate al limone ed uova di salmone, biscotto salato ai funghi della Sila con la loro crema e la liquirizia di Rossano.

Si passa poi ad un antipasto che anche in questo caso prova ad esprimere la fusion mare-monti tipica di questo territorio: sashimi di cernia con fondo bruno, paprika dolce, bergamotto e nasturzio. Un’aromaticità decisa che si coglie anche nel primo piatto, un “bottone” ripieno di ventresca di tonno con finocchietto selvatico, maggiorana, brodo di funghi ristretto, ed olio al porro bruciato.

Si passa poi al secondo piatto piena espressione del mare e del pescato: coda di rospo cotta a bassa temperatura in zuppetta di lenticchie, cardamomo, aglio dolce. Si chiude poi con una rivisitazione ben riuscita del Tartufo di Pizzo, dessert “iconico” di questa bella cittadina marinara, realizzata con emulsione di nocciola e passion fruit, cioccolato fondente, gelato al caffè.

Lo chef Bruno Tassone alla guida del San Domenico di Andrea Bignardi

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