Eccellenza Papà

Eccellenza Papà

Eccellenza Papà – Il jingle storico del Festival di Sanremo, patrimonio culturale di ogni italiano, quest’anno ha risuonato eccezionalmente nel mese di marzo, accompagnandoci con una buona dose di musica nuova a una delle giornate più attese dell’anno: la Festa del Papà.  Non una festività chiusa su vecchi stilemi ma aperta alle novità e alle necessità di un mondo cambiato dall’oggi al domani, un po’ più stretto tra le mura di casa.

Ma anche se le luci della festa si spengono, la musica non si spegne mai, ci accompagna sempre ed è la vera anima della gioia, insieme all’amore.

Per questo motivo in occasione del prossimo 19 marzo abbiamo scelto 6 prodotti che ci stanno a cuore, lasciando che a raccontarli siano altrettante canzoni del 71esimo Festival della Canzone Italiana.

Dalla prorompente energia di un amaro esplosivo come il rock, alla dolce ironia di un vino senza tempo, bianco e irriverente (perché il gusto non ha genere), passando per la sottile sobrietà di un classico contemporaneo.

Quale che sia la vostra bottiglia (canzone) preferita: Buona Festa del Papà

Bomba Carta – Distillerie Silvio Carta

Zitti e buoni – Maneskin

Un amaro che più amaro non si può: profondo, dritto al punto, conturbante nella sua amabile spigolosità. Un connubio dato dall’incrocio millimetrico tra erbe autoctone raccolte nell’orto botanico aziendale – santolina, iperico, elicriso, timo, artemisia – a cui viene aggiunta la magia del miele di corbezzolo. “Abbiamo scelto di rivestire la bottiglia con una carta che ricorda le Molotov, le bombe fatte in casa – racconta Elio Carta – perché ha una forza esplosiva. Un gusto autentico e diretto”. Non si potrebbe sposare a nessuna canzone se non alla vincitrice di questo 71esimo festival, “Zitti e buoni” dei Maneskin: un amaro che è puro rock. Impossibile da ignorare, sensuale e conturbante nella sua totale alterità da tutto ciò che è convenzionale.

Crizia – Atlantis Berchidda

Chiamami per nome – Francesca Michielin e Fedez

Limpido, di grandissimo carattere nonostante l’immagine pulita e solo apparentemente semplice. Esattamente come la sua canzone partner (Chiamami per nome, seconda classificata) questo Vermentino di Gallura Docg non ha bisogno di sovrastrutture o di una maschera per affermarsi sul palcoscenico: la sua forza è esattamente il suo terroir, quell’angolo di Sardegna dove il Vermentino – qui utilizzato in purezza – ha trovato casa. E capacità di esprimersi al meglio. E come il talento di trasforma in voce e in ritmo, così la terra, i suoi sali e le sue potenzialità diventano un vino versatile, sapido come il mare e delicato come la frutta bianca. Leggero come una canzone d’amore, forte come la gioventù.

Parmigiano Reggiano 72 mesi – Malandrone 1477 \\ Acquaspiritosa

E invece si – Bugo

L’eroe per sbaglio della passata edizione del Festival di Sanremo, quest’anno è tornato a prendersi la scena con il suo personale stile: indipendente e controcorrente. Esattamente come quest’azienda che produce il suo Parmigiano con il coraggio folle dei visionari: solo lunghe stagionature, materie prime a km0 (o anche meno, se solo fosse possibile), una cura maniacale degli animali. “Voglio immaginare che anche un dittatore si può innamorare” canta Bugo in uno degli incisi della sua canzone, racchiudendo in poche parole tutto l’utopico – ma nemmeno troppo – romanticismo degli idealisti. Come Giovanni Minelli, casaro d’altri tempi. Anzi, senza tempo. Eccellenza Papà

Malicas 2019 – Cantine Mastio-Hofmann

Momento perfetto – Ghemon

Un tocco di swing, e una bella grammatura di divertimento, per una canzone dalla veste intellettuale ma caratterizzata da un garbo intimo, raro, d’autore. Esattamente come questo Vermentino di Sardegna Doc, nato nelle Baronie da una lunga storia d’amore, quella di una famiglia per le sue vigne, sfociata in un atto di coraggio a ritmo di jazz: provare che i bianchi possono superare le sfide del tempo e diventare dei classici. Dei classici contemporanei, come questa canzone che un po’ ricorda gli anni ‘70 in America, ma quando la ascolti una volta in più ti ritrovi direttamente nell’Italia degli anni ‘10 del XXI secolo. Pronta a rompere il tetto di cristallo del conformismo. Esattamente come Malicas 2019.

PerdaRubia – Tenute Perdarubia

Quando trovo te – Francesco Renga

Essere legati al proprio territorio, alla propria terra, alle proprie tradizioni. Essere tradizionali nel senso più verace del termine oggi è oltre la moda, oltre la tendenza, una vera e propria cultura esistenziale. Bere e mangiare come modo di esprimere quello che siamo. Verità. La stessa che esprime la voce forte, virile, classica e rassicurante di Francesco Renga, un veterano del Festival con le sue 8 partecipazioni (compresa quella targata 2021). PerdaRubia è IL cannonau così come Renga è uno degli ultimi esponenti della più classica melodia italiana. Sentimento e forza vocale da un lato, l’espressione più pura del Cannonau dall’altro: coltivato in regime biologico, da vigne che hanno più di 50 anni. Senza tempo e pieni di passione. Eccellenza Papà

Pinot Bianco – Vigneti Le Monde

Un milione di cose da dirti – Ermal Meta

La canzone terza classificata per un vino che ha più volte scalato l’olimpo della Guida del Gambero Rosso, collezionando una lunga fila di Tre Bicchieri, girando il mondo per fare da ambasciatore del Friuli. Una regione vitivinicola italiana di confine, capace di regalare delle perle profondamente identitarie, d’autore. Come il brano che ha portato a casa il Premio Giancarlo Bigazzi 2021 per la miglior composizione musicale. Il Pinot Bianco di Vigneti Le Monde è una composizione perfetta orchestrata dalla natura: delicato come una dama, nasconde e rivela insieme tutte le sue sfumature leggere e conturbanti insieme. Con un po’ di saudade. Senza mai essere piacione, ma semplicemente diretto, comprensibile, amabile nel senso più puro e pulito del termine. Agile e fresco come una voce giovane, è capace di raccontarsi senza tempo né confini.

Eccellenza Papà

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