Il Metodo Corino

Il Metodo Corino

 “ Gli artigiani del vino . Vitigni autoctoni e metodo naturale “

L’11 settembre alle ore 10,00 incotri sul tema: modera Alessia Bettini vicesindaca di Firenze, partecipano: Antonella Manuli imprenditrice e co-fondatore del “metodo Corino”, Caterina Bianchini produttrice vitivinicola, Elena Neri Università di Siena, Professor Stefano Mancuso Università di Firenze e consigliere speciale del Comune di Firenze

Il Metodo Corino è un brevetto depositato e un marchio registrato di Lorenzo Corino e Antonella Manuli. Una realtà che, specialmente all’estero, è apprezzata e studiata.

L’UVA rappresenta l’unica componente che darà origine al futuro vino. L’UOMO è l’artigiano e l’artefice della vigna e del vino quale prodotto salubre ed originale.

Lorenzo Corino, Laureato in Scienze Agrarie nel 1972, ha iniziato la sua attività di ricercatore presso l’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura di Roma per poi prendere parte a progetti internazionali.

Il suo curriculum è lungo e leggendolo ci si rende  bene conto di chi sia questo signore gentile che, per i modi di fare,  sembra uscito da un secolo diverso dal nostro.

Conoscere Lorenzo e sentirlo parlare di vigne e di vini è come bere un bicchier d’acqua fresca quando sei assetato, con il suo fare calmo ha la capacità di rendere comprensibili anche le cose che potrebbero essere più difficili. Lorenzo è un essere che pare essere in armonia con il creato, di sicuro è in armonia con il mondo rurale.

Attento al modo di fare agricoltura da sempre, Corino, mira ad un ripensamento nel modo di fare enologia e  viticoltura in Italia e nel mondo. I valori ambientali ed etici per lui non sono una moda del momento o qualcosa con cui riempirsi la bocca. L’uso delle risorse rinnovabili, il non sfruttamento del terreno e il rispetto della pianta sono alla base del suo Metodo.

Antonella Manuli

Andare in una vigna dove il Metodo Corino è lo strumento di produzione vuol dire dimenticarsi di quanto siamo abituati a vedere oggi. Il rispetto del suolo e la sua vitalità, la salubrità dell’ambiente ma anche di chi lavora in vigna e di chi consuma il vino prodotto sono al centro di tutto il lavoro.

Il Metodo Corino, infatti, mette insieme processi agronomici “innovativi” per la produzione di uva da tavola e di vino. Processi antichi e naturali che danno valore al territorio, portano longevità alle piante e lasciano comunque margine di guadagno a chi produce.

Un lavoro artigianale che contrasta con i “moderni” metodi di impianto e allevamento ma che regala vini meravigliosi, sani e, perché no, salutari.

Spesso non si comprende cosa sia un vino naturale. C’è confusione di termini e non è detto che non siano presenti sul mercato “non-naturali” buonissimi. Spesso ci sono vini che hanno valori di SO2 aggiunta anche inferiore a proposte di tanti produttori di “vino naturale”.

Va detto che la dimensione aziendale nella produzione di vino naturale è importante perché il produttore deve poter seguire personalmente tutte le fasi, quindi si deve rimanere nei termini delle 50.000 bottiglie circa.

Ma come deve essere prodotto un vino per essere davvero naturale?

Prima di tutto va capito che il vigneto è un’area viva in cui deve esserci biodiversità vegetale e animale, microrganismi compresi. I vini prodotti devono essere il frutto di vitigni storicamente presenti nel luogo e le pratiche colturali devono essere seguire i principi dell’agricoltura organica (la legislazione del bio in UE non è adeguata). Il lavoro in cantina poi deve essere gestito naturalmente senza aggiunte o sottrazioni di qualsiasi prodotto anidride solforosa (SO2) compresa.

La Maliosa a Saturnia è “la palestra” del metodo Corino. Un’azienda che produce vini naturali di ottima qualità grazie ad Antonella Manuli, imprenditrice milanese che dopo essere stata in Maremma per lavoro per molti anni ha capito che quel territorio andava valorizzato e preservato. Così individuata un’azienda e un vecchio vigneto a Saturnia ha messo in moto il suo progetto reso chiaro nel 2013 con l’arrivo di Lorenzo Corino.

Inutile dire che i vini di quella vecchia vigna di 60 anni di Procanico hanno dato risultati oltre le aspettative ma anche gli altri prodotti dell’azienda, come olio e miele, hanno ottenuto riconoscimenti e premi internazionali

Alla Maliosa non ci sono “prati all’inglese” tra vigna e vigna ma rigogliosa natura che andando a seme offre nutrimento alle api e arricchimento. Le viti (anche quelle di una certa età) non sono lunghe file di soldatini sull’attenti ma alberelli con lunghi tralci ricadenti e grappoli sani nonostante la mancanza di trattamenti.

Un mondo tutto da scoprire per una vera conversione ambientale.

FATTORIA LA MALIOSA

Località Podere Monte Cavallo snc,

58014 Manciano GR

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