Cantine “Rocca del Principe”
d i Angela Merolla
L’appuntamento con Ettore Zarrella è già fissato, ma il vento e il freddo di questa strana giornata di metà giugno, certo non ci permetteranno un’ adeguata visita ai vigneti, comunque sono a Lapio dopo aver lasciato l’autostrada ad Avellino Est e attraversato piccole contrade avvolte nel silenzio, che per me che arrivo dalla rumorosa città, mi sembra quasi mistico.

Lapio, cuore dell’Irpinia, terreni particolarmente vocati alla viticoltura ed in modo particolare ad allevare vitigni di Fiano per vini dall’incredibile propensione all’invecchiamento; i ruderi dell’antica rocca dei principi Filangieri hanno ispirato il nome dell’azienda vitivinicola di Ercole Zarrella, “Rocca del Principe”. Cinque ettari di terra vitati a Fiano e uno ad Aglianico sui due versanti del colle Arianiello, sono terreni ed esposizioni diverse, per uve Fiano che nascono diverse tra loro, si completano e si arricchiscono a vicenda di profumi e di aromi nei vini Rocca del Principe. Per molti anni le uve della famiglia Zarrella sono state conferite a terzi, i quali di volta in volta gestivano domanda e offerta a loro piacimento e vantaggio, per cui l’amara sensazione di un silente sfruttamento, così è maturata la decisione di creare un’ azienda propria, che potesse concorrere sul mercato con vini di qualità e pregio.

Piacevole chiacchierata con Ercole e sua moglie Aurelia, resto sempre affascinata quando mi trovo di fronte a persone impegnate, competenti e appassionate, legate al loro vino come un genitore al proprio figlio. Suggestiva la passeggiata nelle vigne, ma come supponevo è stata molto veloce, il maltempo ed il vento ci hanno convinti presto a ritornare in cantina, ma in fondo non mi è dispiaciuto visto che ci aspettavano tre annate del Fiano di Avellino Docg “Rocca del Principe” da degustare, precisamente la 2011, la 2010 e la 2009. Ercole mette passione e grande abnegazione dalla vigna alla bottiglia e dimostra quanto tiene alle peculiarità del suo vino che nasce da uve raccolte e diraspate sottoposte a breve macerazione pellicolare in acciaio prima di procedere alla pressatura soffice, il mosto fiore subisce una chiarifica statica e inizia la fermentazione in acciaio della durata di 40 giorni, affina sulle fecce per 6 mesi con frequenti batonnage e ancora 5 mesi in acciaio per poi essere imbottigliato.

Nuova veste borgognotta e nuova etichetta dalla vendemmia 2011, 13,5% di gradazione alcolica, già nel versarlo zampillano al naso freschi sentori, frutta bianca, pesca, erbe aromatiche della macchia mediterranea seguite da una delicata mineralità, il bel paglierino invita all’assaggio, il sorso si rivela elegante e strutturato, equilibrato, lunga e gradevole la freschezza con un finale sapido molto persistente, un vino fine ed armonico. Il Fiano di Avellino 2010, 14% la gradazione alcolica è stato quello che ho maggiormente preferito, al naso ha mostrato subito una gran vivacità e complessità nei sentori floreali e fruttati maturi, mandorla, più intensa la mineralità, caldo, delicatamente morbido, la scia di freschezza al

gusto è lunga e persistente, grande bevibilità. Il Fiano di Avellino 2009, 13,5% la gradazione alcolica, annata difficile da fronteggiare per le troppe piogge sopra la media e l’olfatto mi conferma un vino esile anche se elegante, la componente minerale sempre presente con un leggero fruttato, in bocca il sorso è scattante, con ritorni di erbe aromatiche, fresco e persistente. Ercole e Aurelia seri produttori impegnanti anima e corpo nella loro azienda, sono pienamente convinta che, come i figli in qualche modo sono lo specchio dei genitori, i vini lo sono dei loro produttori e se c’è passione lo senti al naso ed al palato. Buon vino a tutti.
ROCCA DEL PRINCIPE
di Fabrizio Aurelia
SP 88 Contrada Arianiello, 9 – 83030 Lapio (AV)
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