Viviana Marrocoli

L’Arcimboldo magazine online, prende il nome dal pittore del ‘500 Giuseppe Arcimboldo poiché l’artista realizzò le famose “Teste Composte”, dipinti che rivelavano una figura umana mettendo insieme tra loro prodotti ortofrutticoli, pesci e prodotti di cucina.

” L’Arcimboldo d’Oro ”  ovvero la statuina dorata dalla forma moderna e stilizzata, creata dal 3D Artist Francesco Conte esperto in lighting e look dev www.frankwy.com , nasce per premiare gli Artisti del Gusto, in Italia e all’estero, cioè coloro i quali che con la loro professione e suddivisi per categorie peculiari, rispondono ai seguenti requisiti nell’ambito enogastronomico:“Artisti del Gusto, custodi e ambasciatori di arti antiche, capaci di saper narrare la storia, di comunicare la cultura del proprio territorio, guardando al futuro e restando al passo con i tempi e le tendenze, con unicità e capacità emozionale”.

Foto © Alessandra Farinelli

L’Arcimboldo d’Oro, inoltre equivale al simbolo del Pennello d’Oro, utilizzato dagli artisti per creare le proprie opere.

Dopo una serie di valutazioni da parte di professionisti della comunicazione e dell’ambito gastronomico, meritevoli Artisti del gusto sono entrati a far parte della guida de L’Arcimboldo con l’assegnazione da uno a tre pennelli d’Oro e durante l’evento di premiazione al Grand Hotel Capodimonte ha ricevuto la nomina della prestigiosa targa che riporta i pennelli d’Oro assegnati.

Viviana Marrocoli è stata inserita nella Guida de L’Arcimboldo con 2pennelli d’Oro. 

Viviana Marrocoli ci racconta del suo percorso professionale:

QUAL’E’ IL TUO MOTTO PROFESSIONALE?

-Innamorarsi, innamorarsi sempre, sorridere spesso e non accontentarsi mai.

Cit.me stessa

Foto © Alessandra Farinelli

PARLACI DI TE

-Ciò che ho sempre fatto nel mio percorso è mantenere viva la curiosità attraverso i ‘perché’, ma allo stesso modo lasciarsi andare dall’intuito preservando le memorie della propria infanzia, delle proprie radici e delle proprie tradizioni, la ricerca tenace di un profumo, di un sapore, di un colore, di quella condizione perfetta in cui sembra che tutto si possa sintetizzarsi, il tuo passato e il tuo presente si fondono inevitabilmente, creando la tua cucina, volta a stimolare e suscitare interesse e stupore non solo in te stesso ma, attraverso i tuoi piatti, anche i tuoi ospiti.

QUANDO INIZIA IL TUO PERCORSO PROFESSIONALE?

-Il mio percorso culturale gastronomico inizia a 23 anni, principalmente da autodidatta, in cui la passione funge da pioniera, seguita dalla curiosità e la voglia di giocare, con la consapevolezza di mettermi in gioco tutti i giorni. Frequento il corso del Gambero Rosso di Napoli, dove ho la fortuna di incontrare e collaborare con grandi maestri come Michele Leo, Vincenzo Bacioterracino, Antonio Tubelli e lo chef Francesco Sposito. La mia è una passione che cresce sempre più, spingendomi a girare luoghi e cucine diverse tra loro. Dopo varie esperienze all’estero torno in Italia, entrando nelle cucine di Lorenzo Cuomo del ristorante Re Maurì e Viviana Varese del ristorante Alice, fino a giungere alla fine dell’anno 2018 nella cucina dello chef Igles Corelli.

Foto © Alessandra Farinelli

Lo chef Corelli è stato la chiave di volta della mia carriera culinaria, con lui continuo il mio percorso con la cucina circolare e anti-spreco, professionista di alto rilievo in ambito nazionale, ha creduto in me così tanto, da dare spazio al mio estro lasciandomi interpretare i sapori e i costumi dei luoghi in cui ero stata, partendo dalle mie origini. Dopo questa favolosa esperienza con lo chef Corelli, in me batteva il desiderio di ritornare a casa, nella mia terra, per poter raccontare la storia territoriale della mia città e dei luoghi in cui ero stata. Tornata a Napoli ebbi un incontro con il mio amico Pietro Micillo, patron del ristorante Taverna la Riggiola e dell’azienda agricola Micillo. Siamo partiti con un progetto ben preciso, che comprende: la rivalorizzazione del territorio e non solo, la materia prima e la sua stagionalità, riproporre il concetto di convivialità, dello stare insieme a tavola con una spasmodica attenzione alla cultura dell’accoglienza e la rielaborazione dei piatti antichi in epoca moderna.

Foto © Alessandra Farinelli

QUALI SONO I TUOI IMPEGNI ATTUALI?

-Sono chef resident del ristorante Taverna la Riggiola a Napoli.

QUALI I TUOI PROGETTI FUTURI?

-Uno dei miei sogni nel cassetto è poter aprire un bistrot di mare sul mare, con tutti prodotti di piccole aziende ricercate. Immagino un servizio informale, dove la gente si sente a casa e libera di essere se stessa.

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