Castello d’Albola
di Angela Merolla
La strada s’inerpica dolcemente accompagnando le morbide forme dalle valli alle colline, le viti composte s’inseguono senza sosta, vegliate da secolari cipressi fino ai piedi del Castello d’Albola a Radda in Chianti.

Un luogo suggestivo dove il borgo medioevale risalente al XI secolo ha visto nei secoli avvicendarsi famiglie nobili della Toscana e nel quale ci si inoltra quasi in punta di piedi per non turbarne l’atmosfera eterea. Nell’ammirare l’attuale contesto in cui Castello d’Albola si erge, è evidente che la famiglia Zonin, proprietaria dal 1979, ha rigorosamente rispettato la naturale vocazione delle colline chiantigiane, tenendo all’armonia della loro bellezza e a perpetuare il magico racconto del Sangiovese.

Il podere si estende su 900 ettari di terra, di cui 154 vitati si alzano dai 350 metri ai 580 fino alla vigna più rappresentativa di Albola “Il Solatio”; poi le querce, gli alti cipressi e le 4000 piante di olivo delle cultivar Frantoio, Leccino e Moraiolo completano l’espressione tipica del territorio toscano.

I vigneti quasi completamente di Sangiovese, originario del clone Sangioveto tipico del Chianti Classico, accolgono anche altre due bacche rosse quali il Cabernet Sauvignon e il Canaiolo, mentre la bacca bianca a Castello d’Albola è espressa dai vitigni Chardonnay e Malvasia del Chianti Classico, da cui rispettivamente un bianco fermo e l’elegante Vinsanto di Castello d’Albola.

La magia del Chianti si compie a Castello d’Albola per sette etichette, con una produzione annua di ben 700.000 bottiglie, che riposano e si elevano nel silenzio ovattato delle cantine storiche. Vini longevi e stupefacenti, eleganti e sobri a narrare di queste terre toscane.

“Il Solatio” di Castello d’Albola, cru di Sangiovese in purezza, ottenuto da un solo ettaro laddove terra, esposizione, microclima e vitigno si sposano per un vino unico, raffinato, armonico e piacevolmente godibile.

Castello d’Albola
by Angela Merolla
The road gently climbs, following the soft contours of the valleys and hills. The slender vines follow one another endlessly, watched over by centuries-old cypress trees, all the way to the foot of Castello d’Albola in Radda in Chianti.

An evocative place where the medieval village dating back to the 11th century has seen the passing of noble Tuscan families over the centuries, and where one enters almost on tiptoe so as not to disturb its ethereal atmosphere. Admiring the current setting in which Castello d’Albola stands, it is clear that the Zonin family, owners since 1979, has rigorously respected the natural vocation of the Chianti hills, caring for the harmony of their beauty and perpetuating the magical story of Sangiovese.

The estate extends across 900 hectares of land, 154 of which are planted with vines, rising from 350 meters to 580 meters, leading to Albola’s most iconic vineyard,
“Il Solatio.” Oak trees, tall cypress trees, and 4,000 olive trees of the Frantoio, Leccino, and Moraiolo cultivars complete the quintessential expression of the Tuscan terroir.

The vineyards, planted almost entirely with Sangiovese, originate from the Sangioveto clone typical of Chianti Classico. They also include two other red grapes, Cabernet Sauvignon and Canaiolo, while Castello d’Albola’s white grapes are Chardonnay and Malvasia del Chianti Classico, which respectively produce a still white wine and the elegant Vinsanto di Castello d’Albola.

The magic of Chianti is realized at Castello d’Albola through seven labels, with an annual production of 700,000 bottles, which rest and mature in the hushed silence of the historic cellars. Long-lived and stunning wines, elegant and understated, narrate the story of these Tuscan lands.

“Il Solatio” by Castello d’Albola, a pure Sangiovese cru, is obtained from a single hectare where soil, exposure, microclimate, and grape variety blend to create a unique, refined, harmonious, and delightfully enjoyable wine.
www.albola.it
