Salvatore Mirenda – Sicilia

L’Arcimboldo Magazine e Guida enogastronomica, prende il nome dal pittore del ‘500 Giuseppe Arcimboldo poiché l’artista realizzò le famose “Teste Composte”, ovvero dipinti che, dall’insieme di prodotti ortofrutticoli, pesci e prodotti di cucina rappresentati su tela, rivelavano figure umane bizzarre, fantastiche a tratti misteriose.

L’Arcimboldo è altresì una statuina dalla forma moderna e stilizzata, creata dal 3D Artist Francesco Conte, esperto in lighting e look dev www.frankwy.com, che premia in Italia e all’estero  gli Artisti del Gusto: custodi e ambasciatori di arti antiche, capaci di saper narrare la storia, di comunicare la cultura del proprio territorio, guardando al futuro e restando al passo con i tempi le tendenze, con unicità e capacità emozionale.

Con il riconoscimento de L’Arcimboldo vi è l’attribuzione da uno a tre pennelli, espressione della creatività e dello spessore professionale di ogni artista.

Salvatore Mirenda è nella Guida de L’Arcimboldo con l’assegnazione di 2 Pennelli nella categoria Artista Contemporaneo.

A Cefalù, nel cuore di uno dei borghi più affascinanti della Sicilia, la pizza contemporanea trova in Salvatore Mirenda, 43 anni, una voce costruita sulla ricerca, sulla curiosità e su un legame profondo con il territorio. Pizzaiolo e titolare, insieme al fratello Rosario, di Fermento 2.0, Mirenda ha trasformato una passione iniziata molto presto in un percorso professionale fatto di studio, sperimentazione e attenzione alla materia prima.

«Ho iniziato a mettere le mani in pasta a 14 anni». Da allora sono trascorsi quasi trent’anni di esperienze in pizzeria e di formazione da autodidatta, affiancata dal confronto con professionisti del settore. Un percorso nel quale la curiosità è diventata uno strumento di crescita e che oggi porta Mirenda a concentrarsi soprattutto su impasti, maturazioni, farine, ingredienti e abbinamenti.

Fermento 2.0 nasce proprio da questa idea condivisa con il fratello Rosario, che segue la sala e la parte organizzativa. Due ruoli differenti, ma complementari, per costruire un progetto nel quale tecnica e accoglienza procedono insieme. La stessa filosofia emerge dalla presentazione ufficiale della pizzeria: una pizza contemporanea, profondamente legata alla Sicilia, nella quale tempo, studio, materia prima e identità rappresentano i punti di riferimento.

DALLA TRADIZIONE ALLA CONTEMPORANEITÀ

Mirenda si definisce un pizzaiolo contemporaneo perché parte dalla tradizione senza considerarla un punto di arrivo. La sua ricerca si concentra sulla possibilità di evolvere la pizza senza perderne la riconoscibilità.

Anche la proposta di Fermento 2.0 testimonia questa direzione. Tra le specialità figurano pizze al padellino, pizze in doppia cottura – prima fritte e poi passate al forno – e interpretazioni più tradizionali. Gambero Rosso segnala inoltre l’utilizzo di blend di farine di tipo 1 e integrale e maturazioni comprese indicativamente tra le 16 e le 20 ore, evidenziando una ricerca orientata alla leggerezza, alla digeribilità e a una struttura ben alveolata.

Ma la tecnica, per Mirenda, non è mai fine a se stessa. «Mi piace sperimentare e trovare un equilibrio tra quello che appartiene alla nostra storia e qualcosa di nuovo». È una cucina della misura, nella quale ogni ingrediente deve mantenere il proprio carattere.

IL TERRITORIO COME ISPIRAZIONE

La creatività nasce dalla curiosità, ma anche dalla memoria. I prodotti siciliani, i ricordi personali e il patrimonio agricolo dell’isola diventano materia per costruire pizze capaci di raccontare un luogo senza trasformarlo in una semplice vetrina di ingredienti.

Per Mirenda il concetto di territorio viene prima di tutto. Quando possibile, sceglie prodotti a filiera corta e sostiene le piccole realtà produttive, considerate una componente essenziale dell’identità gastronomica siciliana. Il biologico è certamente un valore, ma non rappresenta il primo criterio di scelta: prima vengono la provenienza, la qualità e il rapporto con il territorio.

«Attraverso una pizza si può raccontare molto più di un semplice prodotto». È forse questa la sintesi più efficace della sua filosofia: non limitarsi a inserire un ingrediente siciliano, ma riuscire a valorizzarne il carattere e inserirlo in un equilibrio gastronomico comprensibile.

LA PIZZA COME RACCONTO

Per Mirenda anche il rapporto con il cliente fa parte del lavoro creativo. Sa che spesso chi si siede a tavola tende a scegliere ciò che già conosce. La sfida, allora, diventa raccontare una proposta diversa, spiegare gli ingredienti, l’impasto e l’idea che sta dietro una pizza.

Il menu diventa così soltanto il punto di partenza di un racconto più ampio. La conoscenza può generare curiosità e la curiosità può trasformarsi in una nuova abitudine gastronomica.

È una visione coerente con quella di Fermento 2.0, che dichiara di voler contribuire alla crescita della cultura della pizza a Cefalù attraverso ricerca, coerenza e rispetto per il territorio.

UNA PIZZA CHE GUARDA ALLA MONTAGNA

Se la sua cucina fosse un paesaggio, Salvatore Mirenda sceglierebbe la montagna. Non il caos della città, ma il verde, il silenzio, l’acqua di un ruscello, la tranquillità.

È una metafora che racconta bene anche la sua idea di pizza: essenziale, armonica, leggibile. Pochi elementi, scelti con attenzione, affinché ciascuno possa esprimersi senza sovrapporsi agli altri.

E mentre guarda al futuro immaginando una bakery dedicata a pane, focacce, pizza in teglia, panettoni e colombe, Mirenda coltiva anche un progetto più ampio: un laboratorio di produzione destinato a collaborare con supermercati e punti vendita, dalle basi pizza alle pale e agli altri prodotti della panificazione.

Progetti ancora in evoluzione, come il suo percorso professionale. Perché il nome stesso Fermento 2.0 suggerisce una condizione permanente: quella di chi non considera mai conclusa la propria ricerca.

📍 FERMENTO 2.0 | F.lli Mirenda

📌 Via Giacomo Matteotti, 29 – 90015 Cefalù (PA), Sicilia
📞 0921 821011
📱 331 8727612

SALVATORE MIRENDA – SICILY

L’Arcimboldo Magazine and Gastronomic Guide takes its name from the 16th-century painter Giuseppe Arcimboldo, who created the famous “Composite Heads”: paintings in which compositions of fruit, vegetables, fish and culinary products arranged on canvas revealed bizarre, imaginative and at times mysterious human figures.

L’Arcimboldo is also a modern, stylised statuette created by 3D Artist Francesco Conte, an expert in lighting and look development — www.frankwy.com — which recognises the Artisti del Gusto in Italy and abroad: custodians and ambassadors of ancient culinary arts, capable of telling stories, communicating the culture of their territories, looking towards the future and keeping pace with contemporary trends through uniqueness and emotional impact.

The L’Arcimboldo recognition includes the attribution of one to three Brushes, expressing the creativity and professional stature of each artist.

Salvatore Mirenda is featured in the L’Arcimboldo Guide with the award of 2 Brushes in the Contemporary Artist category.

In Cefalù, at the heart of one of Sicily’s most fascinating historic towns, contemporary pizza finds in Salvatore Mirenda, 43, a voice shaped by research, curiosity and a profound connection with his territory. Pizzaiolo and co-owner, together with his brother Rosario, of Fermento 2.0, Mirenda has transformed a passion that began at an early age into a professional journey built on study, experimentation and a deep respect for ingredients.

“I started working with dough when I was 14.” Almost thirty years of experience in pizzerias have followed, together with self-taught training and the opportunity to learn from and exchange ideas with professionals in the field. Curiosity has become an essential tool for his growth, leading Mirenda today to focus particularly on doughs, maturation, flours, ingredients and flavour combinations.

Fermento 2.0 was born from this shared vision with his brother Rosario, who oversees the dining room and organisational side of the business. Two different yet complementary roles come together in a project where technique and hospitality move hand in hand. The same philosophy emerges from the pizzeria’s own presentation: contemporary pizza deeply rooted in Sicily, where time, research, ingredients and identity represent its essential points of reference.

FROM TRADITION TO CONTEMPORARY PIZZA

Mirenda considers himself a contemporary pizzaiolo because he starts from tradition without considering it a final destination. His research focuses on evolving pizza while preserving its recognisable identity.

The proposal at Fermento 2.0 reflects this approach. Among its specialities are padellino-style pizzas, pizzas prepared through a double cooking process — first fried and then baked — as well as more traditional interpretations. Gambero Rosso also highlights the use of blends of Type 1 and wholemeal flours, with maturation times ranging approximately from 16 to 20 hours, reflecting a search for lightness, digestibility and a well-developed, airy structure.

For Mirenda, however, technique is never an end in itself. “I like experimenting and finding a balance between what belongs to our history and something new.” His is a cuisine of balance and restraint, in which every ingredient is given the space to express its own character.

THE TERRITORY AS INSPIRATION

Creativity is born from curiosity, but also from memory. Sicilian products, personal memories and the island’s agricultural heritage become the raw material for pizzas capable of telling the story of a place without reducing it to a simple showcase of local ingredients.

For Mirenda, the concept of territory comes first. Whenever possible, he chooses locally sourced products and supports small producers, which he considers an essential part of Sicily’s gastronomic identity. Organic certification is certainly a value, but it is not his primary criterion: provenance, quality and the relationship with the territory come first.

“Through a pizza, you can tell much more than the story of a simple product.” This perhaps best summarises his philosophy: not simply adding a Sicilian ingredient to a pizza, but enhancing its character and incorporating it into a clear and harmonious gastronomic composition.

PIZZA AS A STORY

For Mirenda, the relationship with the customer is also part of the creative process. He recognises that diners often tend to choose what they already know. The challenge, therefore, is to introduce something different, explaining the ingredients, the dough and the idea behind each pizza.

The menu thus becomes only the starting point of a broader narrative. Knowledge can spark curiosity, and curiosity can eventually become a new culinary habit.

It is a vision consistent with that of Fermento 2.0, which aims to contribute to the development of pizza culture in Cefalù through research, consistency and respect for the territory.

A PIZZA INSPIRED BY THE MOUNTAINS

If his cuisine were a landscape, Salvatore Mirenda would choose the mountains. Not the chaos of the city, but greenery, silence, the sound of a stream, the tranquillity of nature.

It is a metaphor that also captures his idea of pizza: essential, harmonious and clear. A few carefully selected elements, allowing each ingredient to express itself without overpowering the others.

Looking towards the future, Mirenda is considering a bakery dedicated to bread, focaccia, pizza al taglio, panettone and colomba. He is also developing a broader idea: a production laboratory that could work with supermarkets and other retail outlets, creating everything from pizza bases and pizza by the metre to other products connected with the world of baking.

Projects still in evolution, just like his professional journey. Because the very name Fermento 2.0 suggests a permanent state of development: the attitude of someone who never considers his research complete.

📍 FERMENTO 2.0 | F.lli Mirenda

📌 Via Giacomo Matteotti, 29 – 90015 Cefalù (PA), Sicily

📞 0921 821011

📱 331 8727612

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