La Casa degli Spiriti

LA CASA DEGLI SPIRITI DOVE LA CUCINA DI DOMANI INCONTRA L’ELEGANZA DI SEMPRE

Una cucina che spazia da crudi di mare di altissima qualità a viaggi esperienziali su piatti precisi, completi e curati, una sala che alterna cocktail experience dinamiche a degustazioni di verticali per oltre 1500 etichette. Per non dimenticare l’osteria annessa e la location per matrimoni unici e suggestivi.

Esperienza, accoglienza, talento: La Casa degli Spiriti è una garanzia e un ponte tra il bello di ieri e il nuovo di domani

Un gioiello a strapiombo sul lago di Garda.

La Casa degli Spiriti a Costermano (Vr) è da quasi 30 anni un luogo che unisce il piacere dell’alta cucina con una sofisticata ed empatica accoglienza “all’italiana”, in una location unica e suggestiva.

Una realtà che in questi ormai quasi tre decenni è stata capace di garantire un’eleganza costante a chi la scegliesse, mutando però, aggiornandosi, evolvendo, fino ad arrivare ad oggi, ad un cruciale passaggio generazionale che segna la nascita di un fine dining intrigante in un incontro originale con un ambiente storico.

Il passaggio generazionale

La Casa degli Spiriti nasce dalla volontà di Federico Chignola e sua moglie Sara Squarzoni. La coppia ha inizialmente ridato vita ad una struttura in degrado da anni, trasformandola in un ristorante fiore all’occhiello della zona. 

Una lunga strada, la loro, lungo la quale il ristorante è diventato una delle attrattive di questa realtà a conduzione familiare: luogo ispirato per matrimoni eleganti e di livello o tappa per degustare verticali di vino difficilmente trovabili altrove. 

Dopo questi quasi 30 anni, una vera e propria rivoluzione: a Sara e Federico si affiancano al ristorante Lorenzo e Filippo, i due figli, rispettivamente 25 e 22 anni.

Il primo in sala, il secondo in cucina, entrambi uniti danno linfa vitale nuova all’offerta gastronomica de La Casa degli Spiriti. Una ventata d’aria fresca che si concretizza in un’offerta che “non ti aspetti”. 

Se, agli occhi dei più, La Casa degli Spiriti col passare del tempo rimaneva un ristorante di livello ancorato ad una cucina più classica, ma meta prediletta per celebrazioni in alto stile, oggi è evidente un’inversione di rotta, che non toglie prestigio alla location ideale per novelli sposi, ma si riqualifica come ristorante fine dining che merita una tappa!

La cucina di Filippo Chignola

Giovane, giovanissimo: lo chef di soli 22 anni ha preso le redini del ristorante, con il sostegno della famiglia, esprimendo menù dopo menù la sua precoce identità ai fornelli. 

Figlio d’arte, Filippo non si limita agli insegnamenti dei genitori, ma vive le proprie esperienze sotto nomi di caratura internazionale, come il tristellato Antonino Cannavacciuolo o la Migliore chef donna 2017, secondo la 50 Best Restaurants, Ana Roš.

Certo aiutato dalla tradizione famigliare e dal bagaglio formativo raccolto, ma indubbiamente fresco di un proprio talento e di una propria salda idea di cucina, Filippo si presenta sicuro e forte di una propria identità. Una cucina capace di esaltare le materie prime scelte, una cucina giovane, fresca, che azzarda ma senza esagerare, elegante ma convincente, curiosa ma controllata. 

Allo Specchio, la filosofia di Filippo 

Accanto alla carta, La Casa degli Spiriti propone diversi menù degustazione. Radici, con gli aromi e i profumi del territorio gardesano; Traccia di mare, per tuffarsi nei sapori del Mediterraneo; Mon Amour, per gli estimatori del pesce crudo. Ma uno è la “libera espressione” dello chef, un percorso che non si lega a un dove o a un gusto particolare, ma racconta piatto dopo piatto l’idea di cucina del giovane Filippo: Allo specchio

Il menù degustazione attraversa infatti le esperienze e i luoghi che hanno ispirato lo chef, trasformando ogni piatto in una riflessione profonda. Uno storytelling non banale ma sincero, un viaggio gastronomico che parte dall’Italia con il Benvenuto della casa, piccole amuse bouche a ricordare i sapori della nostra bella Penisola; approda in Giappone con piatti come il Chawanmuchi (alla base uovo e brodo dashi con aggiunta di vaniglia del Madagascar, al centro porcini crudi, capesante crude, burro nocciola e tartufo nero del Baldo) e passa per lo Sri Lanka (come da tradizione del Paese asiatico, collare di branzino marinato in latte di mandorla, pepe rosa e paprika, bourblanc allo zafferano, olio al basilico, lime, pistilli di zafferano e curcuma).

Niente imbrogli: i sapori sono autentici, vividi, chiari. Richiamano tradizioni sincere con quel tocco di italianità dal quale non sarebbe giusto discostarsi. Tutto quanto in un percorso armonico mai sbilanciato: il Raviolo in brodo non in brodo, ripieno di brasato e ricoperto da una spuma di Grana 36 mesi è ricco ma delicato allo stesso tempo e prepara la bocca al Riso e Latte alle 3 P (un Carnaroli con latte, pepe nero, Prato fiorito, Grana Padano 36 mesi e pera bruciata). Il Formaggio corretto richiama l’immancabile arte tutta italiana di come chiudere un pasto, con quel tocco alcolico che pulisce la bocca.  

Se son rose fioriranno…, ultima portata, è composto da una serie di dolci, tutti tipici italiani (dalla torta di rose alla pastiera), per chiudere così il cerchio: lo chef, come il suo commensale, rientrano a casa, nella loro amata Italia, dopo un viaggio intorno al mondo. Un percorso ciclico, se si vuole, non dissimile dalla vita di ciascuno di noi, che nasciamo e moriamo nel comfort di ciò che conosciamo e ci fa sentire al sicuro, spendendo però i nostri giorni nel mezzo alla scoperta di ciò che tutto questo bel mondo ci sa offrire. 

La sala di Lorenzo e la cocktail experience

Parallelamente alla cucina, la sala. Un ambiente classico, in certi dettagli – dai calici dell’acqua ai poggiaborse a sgabello – “vintage”, un contrasto con la cucina ragionato, capace di mettere in risalto le particolarità di questi due paralleli fondamentali creando una dialettica di scambio intrigante e unica.

Forte di una brigata numerosa e formata, Lorenzo Chignola gestisce il servizio tra raffinata eleganza e un’empatia che sfiora la collaborazione con il commensale. A riprova di questa dinamicità c’è la cocktail experience, un abbinamento ai menu degustazione che va oltre i classici drink, tende ad un basso profilo alcolemico delle proposte portando però con sé idee innovative. 

Espressione di questa “condivisione a tavola e nel bicchiere”, il Camparino interattivo, abbinato al piatto Giappone-Milano. Il cocktail è quello noto tipico milanese, realizzato in questo caso con Bitter Campari e in aggiunta un liquore allo yuzu per dare voce al viaggio nel piatto. L’interattività sta proprio nel far terminare il drink al commensale: la scritta “Shakerami” sulla boccetta (un chiaro rimando ad Alice nel Paese delle Meraviglie) fa sì che sia l’ospite a realizzare quella schiuma tipica del drink. 

Unico, denso di significato e partecipativo è anche l’abbinamento al piatto Sri Lanka Flavour: nel pieno rispetto della tradizione del Paese, viene preparato un drink a base di foglia di tè, servito proprio come un “inglese” pretenderebbe.

A rendere il tutto più scenografico, bolle di sapone ripiene di fumi che, esplodendo al momento del servizio, rilasciano aromi e regalano all’ospite un gioco visivo travolgente. 

Un caveau da oltre 1500 etichette

Parte integrante della sala, la cantina sempre gestita da Lorenzo, sommelier Ais, è una perla ricavata all’interno delle settecentesche mura dell’antica dimora, ideale per la conservazione di grandi vini importanti. Un vero e proprio caveau.

Se questo non bastasse, La Casa degli Spiriti annovera una selezione di oltre 1.500 etichette, in costante aggiornamento. La scelta dei vini spinge in due differenti direzioni, una più attuale, con piccoli produttori protagonisti, che il sommelier e la proprietà incontrano di persona e di cui valorizzano bottiglie numerate, uniche e di qualità. Dall’altra viene mantenuta viva una tradizione ormai trentennale del posto: la capacità di proporre ai propri clienti veri e propri viaggi nel tempo, rarissime verticali di vini blasonati italiani e francesi.

Dalla Ribolla di Gravner con annate dal 2010 indietro fino al 2003 a bottiglie di Jermann bianche che toccano apici fino al 1997, o ancora, il Soave di Pieropan annata 1994.

Così vale anche per i rossi: accanto ai grandi blasoni di regioni come Toscana e Piemonte, c’è la possibilità di scoprire la vera evoluzione di grandi vini ben conservati come accade per Cantina Bertani, con Amaroni classici fino al 1983 e Recioto Amarone che tocca il 1959.

Esperienze che attraggono appassionati e curiosi, ancor più sentita in appuntamenti come le speciali “Degustazioni del sommelier”, che mensilmente vengono proposte proprio all’interno della cantina.

Lo Spiritino

Con l’evolversi della cucina negli anni, anche la proprietà, lungimirante, ha voluto dare spazio a una proposta alternativa al fine dining de La Casa degli Spiriti. È in quest’ottica che nasce, dal 2024 e sempre all’interno della bellissima location, lo Spiritino Osteria, una “cucina espressione del territorio ideale per veri ghiottoni”.

All’osteria è stato riservato l’angolo più suggestivo della splendida terrazza panoramica: un ambiente informale ma chic allo stesso tempo. A occuparsi della proposta è sempre chef Filippo, che propone però piatti più semplici ma comunque ricchi di gusto e passione, atti a valorizzare ricette e prodotti tipici del territorio e della tradizione veneta. 

Matrimoni ed eventi

Negli anni, forte di una posizione altamente strategica, La Casa degli Spiriti è diventata meta prediletta per matrimoni da favola ed eventi unici e suggestivi. Un ambiente in cui classe ed eleganza, che percorrono i dettagli di legno, ferro e roccia a vista, si aprono sull’immenso giardino a “gradoni”, regalando un’impareggiabile vista sul lago di Garda. DIvani a baldacchino, chaise longue, maestosi gazebo e aree relax si fondono perfettamente con l’ambiente; buffet e pranzi celebrativi – sempre curati da chef Filippo e dalla sua brigata – fanno da contorno indimenticabile a questa cornice magica. Il tutto ovviamente accompagnato da un servizio curato nei minimi dettagli: nulla è mai lasciato al caso.

IndirizzoVia Monte Baldo, 28, 37010 Costermano sul Garda VR

Telefono: 045 620 0766

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