
L’Arcimboldo Magazine e Guida enogastronomica, prende il nome dal pittore del ‘500 Giuseppe Arcimboldo poiché l’artista realizzò le famose “Teste Composte”, ovvero dipinti che, dall’insieme di prodotti ortofrutticoli, pesci e prodotti di cucina rappresentati su tela, rivelavano figure umane bizzarre, fantastiche a tratti misteriose.
L’Arcimboldo è altresì una statuina dalla forma moderna e stilizzata, creata dal 3D Artist Francesco Conte, esperto in lighting e look dev www.frankwy.com, che premia in Italia e all’estero gli Artisti del Gusto: custodi e ambasciatori di arti antiche, capaci di saper narrare la storia, di comunicare la cultura del proprio territorio, guardando al futuro e restando al passo con i tempi le tendenze, con unicità e capacità emozionale.
Con il riconoscimento de L’Arcimboldo vi è l’attribuzione da uno a tre pennelli, espressione della creatività e dello spessore professionale di ogni artista.

Rita Patella è nella Guida de L’Arcimboldo con l’assegnazione di 2 Pennelli nella categoria Artista Contemporanea.
Rita Patella, titolare e pizzaiola del Ristorante-Pizzeria Capolinea60 a Torremaggiore in provincia di Foggia, ci racconta del suo percorso professionale:
“Tutto è iniziato nel 2019, quando io e mio marito abbiamo preso la decisione più coraggiosa della nostra vita: lasciare la sicurezza del lavoro dipendente per inseguire un sogno.
Lui con anni di esperienza come responsabile vendite nel mondo della profumeria, io con oltre 27 anni nel settore amministrativo. Due percorsi solidi, costruiti con dedizione, ma entrambi con la stessa voglia di metterci in gioco in qualcosa di nostro.
Così abbiamo rilevato un’attività di ristorazione nel nostro paese. Una scelta di cuore, prima ancora che di testa.
La cucina e il mondo della pizza sono stati la mia passione più grande sin da bambina. Per anni l’ho coltivata in silenzio, tra una pratica amministrativa e l’altra. Quando si è presentata l’opportunità, non ho avuto dubbi: era il momento di trasformare quella passione in qualcosa di concreto.
Ma la passione da sola non basta. Servono competenze, rigore, formazione continua. Per questo ho scelto di investire subito su me stessa, frequentando corsi specializzati nel mondo della pizza e della ristorazione. Un percorso formativo che ho intrapreso con l’Accademia Pizza DOC e che oggi continua con l’Associazione Pizzaioli Garganici, una realtà profondamente radicata nel territorio e nella tradizione.
Dopo sette anni, possiamo dire con orgoglio che il sacrificio ha dato i suoi frutti. Siamo riusciti a trasferirci in un locale di nostra proprietà: più grande, più funzionale, pensato per offrire ai nostri clienti un’esperienza moderna e accogliente, senza perdere mai di vista la qualità e l’autenticità dei prodotti.

È un traguardo che ci riempie di soddisfazione, ma che viviamo soprattutto come un punto di partenza. C’è ancora tanto da costruire, da imparare, da offrire.
Crederci, formarsi e non avere paura di ricominciare. Io ho lasciato 27 anni di carriera a cinquant’anni passati — o giù di lì — per buttarmi in qualcosa di completamente nuovo. Non è stato semplice, ma ogni giorno dietro quel bancone mi ricorda perché l’ho fatto. Quando fai ciò che ami, si vede. E i clienti lo sentono.
Il futuro per noi è fatto di crescita continua, ma sempre con i piedi per terra. Sul fronte personale, non ho nessuna intenzione di smettere di imparare. La formazione per me non è mai stata un punto di arrivo, ma un percorso costante. Continuerò ad approfondire le mie competenze, perché in questo mestiere aggiornarsi è un dovere verso se stessi e verso chi si siede al tuo tavolo.
Ma il sogno più grande, quello che porto davvero nel cuore, è trasmettere questa passione alle nuove generazioni. Vorrei che i ragazzi capissero che la ristorazione, e il mondo della pizza in particolare, è un’arte che merita rispetto e dedizione. Se riuscissi ad accendere in qualcuno la stessa scintilla che ho sentito io da bambina, sarebbe forse il traguardo più bello di tutta questa avventura.
La mia creatività nasce dalla terra. Letteralmente.
Vivo e lavoro in un territorio straordinario, ricco di sapori autentici e di una tradizione agricola e gastronomica che non smette mai di stupirmi. È da qui che parto ogni volta che penso a qualcosa di nuovo: dai prodotti del territorio, quelli veri, quelli che sanno ancora di sole e di fatica, e dalle stagioni, che nel mio lavoro non sono solo un dettaglio, ma una guida vera e propria.
Quando un ingrediente è nel suo momento migliore, non ha bisogno di essere mascherato o sovraccaricato. Ha solo bisogno di essere valorizzato, rispettato, messo al centro. E questo vale sia per una pizza che per qualsiasi altro piatto del nostro menù.
Per me la creatività non è inventare qualcosa dal nulla. È saper ascoltare quello che il territorio ha da offrire in quel preciso momento dell’anno e trasformarlo in un’emozione sul piatto. È un dialogo continuo tra la natura e le mani di chi lavora con passione.
A chi siede al mio tavolo, desidero donare un’esperienza che vada oltre il semplice mangiare. Voglio che ogni morso racconti la storia di questo territorio meraviglioso, dei suoi profumi, dei suoi colori, della sua gente.
Ma accanto a questo, c’è anche la voglia di sorprendere. Di offrire una nuova esperienza gustativa, capace di emozionare anche chi crede di conoscere già tutto sulla pizza e sulla cucina del Sud. Tradizione e innovazione non sono opposti, per me sono due facce della stessa medaglia. E quando riesco a farle dialogare in un piatto, e vedo lo sguardo soddisfatto di un cliente, so che ho fatto il mio lavoro nel modo giusto.
La scelta degli ingredienti per me non è mai casuale. È un atto di responsabilità verso il cliente e
verso il territorio in cui viviamo e lavoriamo. Quando posso lavorare con ingredienti a Km 0, lo faccio con convinzione, perché so esattamente cosa sto portando in tavola e perché quella freschezza e quella genuinità si sentono nel risultato finale. In particolare, tengo molto a valorizzare due eccellenze della nostra terra che non possono mai mancare: l’olio extravergine locale, un prodotto straordinario che racconta secoli di cultura contadina, e i formaggi e salumi del territorio, che rappresentano un patrimonio di sapori unico e inimitabile.

Accanto a questo, non rinuncio alle eccellenze nazionali certificate DOP e IGP, perché la qualità per me non ha confini geografici rigidi, ha però standard precisi che non sono disposta a scendere a compromessi.
La mia esperienza sul campo mi ha dato una risposta chiara e per certi versi sorprendente: i clienti sono molto più aperti all’innovazione di quanto si possa immaginare. C’era forse questa preoccupazione all’inizio, quella di proporre qualcosa di nuovo in un territorio legato alle proprie tradizioni. Ma i fatti ci hanno dimostrato il contrario.
La mia cucina non vuole avere confini. Si ispira profondamente alle radici del Gargano e della Puglia, terra in cui vivo e lavoro e che porto sempre nel cuore, ma guarda con curiosità e rispetto a tutto ciò che questo Paese straordinario ha da offrire.
L’Italia è un mosaico infinito di sapori, tradizioni, paesaggi e culture gastronomiche che non smette mai di stupire e di ispirare”.
Indirizzo: Via della Costituente, 68
71017 Torremaggiore FG

Rita Patella
L’Arcimboldo Magazine and Food and Wine Guide takes its name from the 16th-century painter Giuseppe Arcimboldo, who created his famous “Composite Heads,” paintings that, from a collection of fruit and vegetables, fish, and culinary products depicted on canvas, revealed bizarre, fantastical, and at times mysterious human figures.
L’Arcimboldo is also a modern, stylized figurine created by 3D artist Francesco Conte, an expert in lighting and look development (www.frankwy.com), who recognizes Artists of Taste in Italy and abroad: custodians and ambassadors of ancient arts, capable of narrating history and communicating the culture of their region, looking to the future and keeping pace with contemporary trends, with uniqueness and emotional impact.
The L’Arcimboldo award includes the awarding of one to three paintbrushes, an expression of each artist’s creativity and professionalism.
Rita Patella is included in the L’Arcimboldo Guide, having been awarded 2 Pennelli in the Contemporary Artist category.
Rita Patella, owner and pizza chef of the Capolinea60 Restaurant-Pizzeria in Torremaggiore, in the province of Foggia, tells us about her professional journey:
“It all started in 2019, when my husband and I made the bravest decision of our lives: leaving the security of our jobs to pursue a dream.
He had years of experience as a sales manager in the perfumery industry, and I had over 27 years in administration. Both solid careers, built with dedication, but both with the same desire to take on something of our own.
So we took over a restaurant business in our village. A choice of the heart, even before it was a decision of the head.
Cooking and the world of pizza have been my greatest passion since I was a child. For years, I cultivated it in silence, between one administrative task and another. When the opportunity presented itself, I had no doubts: it was time to turn that passion into something concrete.
But passion alone is not enough. You need skills, rigor, and training. continues. That’s why I chose to invest in myself right away, attending specialized courses in the world of pizza and catering. A training program I began with the Accademia Pizza DOC and which continues today with the Associazione Pizzaioli Garganici, an organization deeply rooted in the region and tradition.
After seven years, we can proudly say that the sacrifice has paid off. We’ve managed to move into our own premises: larger, more functional, designed to offer our customers a modern and welcoming experience, without ever losing sight of the quality and authenticity of our products.
It’s a milestone that fills us with satisfaction, but one that we view above all as a starting point. There’s still so much to build, to learn, to offer.
Believe in it, train, and don’t be afraid to start over. I left a 27-year career behind me at fifty—or thereabouts—to throw myself into something completely new. It wasn’t easy, but every day behind that counter reminds me why I did it. When you do what you love, it shows. And the Our customers feel it.

The future for us is one of continuous growth, but always with our feet firmly on the ground. On a personal level, I have no intention of stopping learning. For me, training has never been a destination, but rather a constant journey. I will continue to deepen my skills, because in this profession, staying up-to-date is a duty to yourself and to those who sit at your table.
But the biggest dream, the one I truly hold dear, is to pass this passion on to the new generations. I would like young people to understand that the restaurant business, and the world of pizza in particular, is an art that deserves respect and dedication. If I could ignite in someone the same spark I felt as a child, it would perhaps be the greatest achievement of this entire adventure.
My creativity comes from the earth. Literally.
I live and work in an extraordinary area, rich in authentic flavors and an agricultural and gastronomic tradition that never ceases to amaze me. This is where I start every time I think of something new: from local products, the real ones, those that still taste of sun and hard work, and from the seasons, which in my Work is not just a detail, but a true guide.
When an ingredient is at its best, it doesn’t need to be disguised or overdone. It simply needs to be enhanced, respected, and put front and center. And this applies to a pizza as well as any other dish on our menu.
For me, creativity isn’t about inventing something from scratch. It’s knowing how to listen to what the region has to offer at that precise moment of the year and transforming it into emotion on the plate.
It’s a constant dialogue between nature and the hands of those who work with passion.
To those who sit at my table, I want to offer an experience that goes beyond simply eating. I want every bite to tell the story of this wonderful land, its scents, its colors, its people.

But alongside this, there’s also the desire to surprise. To offer a new taste experience, capable of thrilling even those who think they already know everything about pizza and Southern Italian cuisine. Tradition and innovation are not opposites; for me, they are two sides of the same coin. And when I manage to bring them together in a dish, and see the satisfied look on a customer’s face, I know I’ve done my job right.
For me, the choice of ingredients is never casual. It’s an act of responsibility towards the customer and
towards the land where we live and work. When I can work with locally sourced ingredients, I do so with conviction, because I know exactly what I’m bringing to the table and because that freshness and authenticity are evident in the final result. In particular, I’m passionate about showcasing two of our region’s essential products: local extra virgin olive oil, an extraordinary product that reflects centuries of rural culture, and local cheeses and cured meats, which represent a unique and inimitable heritage of flavors.
Alongside this, I never give up on the finest national DOP and IGP certified products, because for me, quality has no rigid geographical boundaries, but it does have precise standards that I’m not willing to compromise.
My experience in the field has given me a clear and, in some ways, surprising answer: customers are much more open to innovation than one might imagine. Perhaps there was this initial concern, the desire to offer something new in a region steeped in its traditions. But the facts have proven otherwise.

My cuisine seeks to have no boundaries. It is deeply inspired by the roots of Gargano and Puglia, the land where I live and work and which I always carry in my heart, but it looks with curiosity and respect to everything this extraordinary country has to offer.
Italy is an infinite mosaic of flavors, traditions, landscapes, and gastronomic cultures that never ceases to amaze and inspire.
Address: Via della Costituente, 68
71017 Torremaggiore FG
Phone: 0882 381020
