
L’Arcimboldo Magazine e Guida enogastronomica, prende il nome dal pittore del ‘500 Giuseppe Arcimboldo poiché l’artista realizzò le famose “Teste Composte”, ovvero dipinti che, dall’insieme di prodotti ortofrutticoli, pesci e prodotti di cucina rappresentati su tela, rivelavano figure umane bizzarre, fantastiche a tratti misteriose.
L’Arcimboldo è altresì una statuina dalla forma moderna e stilizzata, creata dal 3D Artist Francesco Conte, esperto in lighting e look dev www.frankwy.com, che premia in Italia e all’estero gli Artisti del Gusto: custodi e ambasciatori di arti antiche, capaci di saper narrare la storia, di comunicare la cultura del proprio territorio, guardando al futuro e restando al passo con i tempi le tendenze, con unicità e capacità emozionale.
Con il riconoscimento de L’Arcimboldo vi è l’attribuzione da uno a tre pennelli, espressione della creatività e dello spessore professionale di ogni artista.
Antonio Falco è nella Guida de L’Arcimboldo con l’assegnazione di 3 Pennelli nella categoria Artista Tradizionale.
Antonio Falco, il ragazzo che inseguiva il profumo del forno
C’è un momento, nelle storie che sembrano già scritte dal destino, in cui tutto cambia senza fare rumore. Antonio Falco nato a Napoli nel 1992, cresciuto in una città dove la pizza non è soltanto cibo ma linguaggio quotidiano, iniziò il suo percorso giovanissimo, a soli quindici anni, come aiuto cuoco addetto ai contorni.
Nessuno immaginava che proprio quel ragazzo, trasferito quasi per gioco al reparto pizzeria, avrebbe un giorno guidato una delle realtà più celebri della tradizione napoletana nel mondo. I primi impasti di Antonio erano acerbi, imperfetti, ma dentro quei gesti c’era qualcosa che non si insegna: istinto, sensibilità, visione. Bastarono poche pizze per far capire a tutti che quel giovane aveva un talento raro. Il fuoco del forno sembrava parlargli. E lui rispondeva con mani sempre più sicure.
Dalla gavetta al ruolo di Head Pizza Chef
Nel 2015 Antonio Falco entra ufficialmente nella famiglia de L’Antica Pizzeria da Michele in the World, conosciuta internazionalmente come MITW, ricoprendo il ruolo di “Primo Pizzaiolo” in una delle sedi italiane. È l’inizio di una scalata costruita sul sacrificio quotidiano, sulle notti passate accanto ai forni accesi e sulla volontà di custodire la vera identità della pizza napoletana.

In poco tempo Antonio conquista la fiducia dell’azienda e diventa Head Pizza Chef del MITW Executive Pizza Chef Team, il gruppo incaricato di supervisionare e controllare la qualità di tutte le sedi del brand sparse nel mondo. Un ruolo di enorme responsabilità, che lo porta a viaggiare tra continenti diversi con un unico obiettivo: fare in modo che ogni pizza servita sotto il nome “Da Michele” conservi lo stesso sapore autentico di Napoli.
Oggi Antonio non è soltanto un maestro pizzaiolo. È anche un insegnante. Tiene corsi dedicati all’arte della pizza persino nella scuola alberghiera dove lui stesso si è diplomato. Un cerchio che si chiude con emozione. Prima del suo arrivo, in quell’istituto non esisteva una materia specifica dedicata alla preparazione della pizza. Antonio ha trasformato un mestiere popolare in una disciplina riconosciuta, trasmettendo ai giovani non solo tecnica, ma anche rispetto per una tradizione che appartiene all’anima di Napoli.
La storia de L’Antica Pizzeria Da Michele
La storia de L’Antica Pizzeria Da Michele affonda le sue radici nel cuore più autentico di Napoli. Tutto ebbe inizio nel 1870, quando la famiglia Condurro diede vita a una lunga dinastia di maestri pizzaioli. Nel 1906 Michele aprì la prima storica pizzeria nella zona dove oggi sorge la nuova palazzina dell’ospedale Ascalesi. Ma la città, con il suo continuo trasformarsi, impose presto un cambiamento.
Nel 1930 la pizzeria venne trasferita nell’attuale sede di via Cesare Sersale, destinata a diventare un luogo leggendario. Giornalisti, gastronomi ed esperti l’hanno definita negli anni “il tempio sacro della pizza” e persino “la Mecca della pizza”, espressione consacrata anche dal New York Times. Da allora, cinque generazioni di pizzaioli hanno continuato a custodire gli insegnamenti del fondatore, mantenendo intatto un metodo fatto di semplicità, pazienza e materie prime naturali.

Il segreto del successo di Da Michele vive proprio lì: nell’antico metodo di lievitazione, rimasto invariato nel tempo, e nella fedeltà assoluta alla tradizione. La sede di via Cesare Sersale non è soltanto una pizzeria. È un luogo di culto popolare, un simbolo identitario di Napoli capace di resistere a guerre, terremoti e pandemie. Un museo del cuore verso cui, ogni giorno, continuano pellegrinaggi da ogni parte del mondo.
Da Napoli ai cinque continenti
L’Antica Pizzeria da Michele in the World, oggi amministrata da Alessandro Condurro e Francesco De Luca, rappresenta l’espansione internazionale della storica pizzeria napoletana. Non una semplice catena commerciale, ma una rete di autentici “rami” nati dalle solide radici della casa madre di via Sersale.
La filosofia è chiara: ogni pizza deve essere identica a quella servita a Napoli. Stesso impasto, stessi ingredienti selezionati, stessa attenzione maniacale alle regole d’oro che hanno reso celebre il marchio. Cambiano le città, cambiano le lingue, ma lo spirito resta sempre lo stesso.
Oggi le sedi MITW sono oltre ottanta, distribuite in cinque continenti, con persino una presenza nel Metaverso. Ogni apertura segue procedure rigorose: selezione e controllo delle materie prime, formazione dei pizzaioli attraverso una scuola interna e continui quality check nelle sedi di tutto il mondo.
La pizza che ha conquistato cinema e letteratura
L’unicità della pizza de L’Antica Pizzeria Da Michele, nella sua disarmante semplicità, ha superato i confini della gastronomia per entrare nella cultura popolare mondiale. Libri, reportage, fotografie e documentari hanno raccontato negli anni quel rito antico che si consuma davanti a una margherita fumante.
A consacrare definitivamente il mito internazionale contribuì anche “Eat, Pray, Love”, il bestseller di Elizabeth Gilbert, e successivamente l’omonimo film interpretato da Julia Roberts. In una delle scene più celebri, ambientata proprio nella pizzeria napoletana, la pizza diventa simbolo di felicità istintiva, autentica, quasi primordiale.
Ed è forse questo il vero segreto custodito da Antonio Falco e dalla famiglia Da Michele: trasformare un gesto semplice in un’esperienza universale. Una pizza che parte da Napoli, attraversa il mondo e continua a raccontare, fetta dopo fetta, una storia fatta di passione, sacrificio e tradizione.
🍕 L’Antica Pizzeria Da Michele
📍 Via Cesare Sersale, 1 Napoli
Antonio Falco – Napoli

L’Arcimboldo Magazine and Food & Wine Guide takes its name from the 16th-century painter Giuseppe Arcimboldo, famous for creating the celebrated “Composite Heads” — paintings in which arrangements of fruits, vegetables, fish, and culinary elements revealed bizarre, imaginative, and at times mysterious human figures.
L’Arcimboldo is also a modern and stylized statuette, created by 3D Artist Francesco Conte, an expert in lighting and look development, www.frankwy.com. The award honors, both in Italy and abroad, the Artists of Taste: custodians and ambassadors of ancient culinary arts, capable of telling stories, communicating the culture of their territories, looking toward the future while keeping pace with trends, all with uniqueness and emotional depth.
The L’Arcimboldo recognition includes the assignment of one to three brushes, symbolizing the creativity and professional excellence of each artist.
Antonio Falco is featured in the L’Arcimboldo Guide with the prestigious award of 3 Brushes in the Traditional Artist category.
Antonio Falco, the boy who chased the scent of the oven
There is a moment, in stories that seem written by destiny, when everything changes quietly. Antonio Falco, born in Naples in 1992 and raised in a city where pizza is not merely food but a daily language, began his journey at a very young age. At just fifteen years old, he started working as a kitchen assistant in charge of side dishes.

No one could have imagined that the same boy, transferred almost playfully to the pizza station, would one day lead one of the most celebrated symbols of Neapolitan tradition around the world. Antonio’s first doughs were rough and imperfect, yet within those gestures lived something that cannot be taught: instinct, sensitivity, and vision. It only took a few pizzas for everyone to realize that the young man possessed a rare talent. The fire of the oven seemed to speak to him, and he answered with increasingly confident hands.
From apprenticeship to Head Pizza Chef
In 2015, Antonio Falco officially joined the family of L’Antica Pizzeria da Michele in the World, internationally known as MITW, taking on the role of “First Pizza Chef” in one of the Italian locations. It marked the beginning of a journey built on daily sacrifice, nights spent beside blazing ovens, and the determination to preserve the true identity of Neapolitan pizza.
In a short time, Antonio earned the trust of the company and became Head Pizza Chef of the MITW Executive Pizza Chef Team, the group responsible for supervising and controlling the quality of all the brand’s locations worldwide. A role of enormous responsibility, leading him to travel across continents with a single mission: ensuring that every pizza served under the “Da Michele” name retains the same authentic flavor of Naples.
Today, Antonio is not only a master pizza chef but also a teacher. He conducts courses dedicated to the art of pizza-making, even at the hospitality school where he himself graduated. It is an emotional full circle. Before his arrival, that school had no specific subject dedicated to pizza preparation. Antonio transformed a traditional craft into a recognized discipline, passing on to younger generations not only technical skills but also respect for a tradition deeply rooted in the soul of Naples.
The history of L’Antica Pizzeria Da Michele
The story of L’Antica Pizzeria Da Michele has its roots in the most authentic heart of Naples. Everything began in 1870, when the Condurro family gave life to a long dynasty of master pizza makers. In 1906, Michele opened the first historic pizzeria in the area where the new Ascalesi Hospital building now stands. Yet the city, constantly evolving, soon demanded change.

In 1930, the pizzeria moved to its current location on Via Cesare Sersale, destined to become legendary. Over the years, journalists, food critics, and experts have described it as “the sacred temple of pizza” and even “the Mecca of pizza,” a title famously echoed by The New York Times. Since then, five generations of pizza makers have continued to honor the founder’s teachings, preserving a method based on simplicity, patience, and natural ingredients.
The secret of Da Michele’s enduring success lies precisely there: in the ancient dough-leavening method, unchanged over time, and in absolute loyalty to tradition. The Via Cesare Sersale location is far more than a pizzeria. It is a place of popular devotion, an iconic symbol of Naples capable of withstanding wars, earthquakes, and pandemics. A museum of the heart toward which pilgrimages continue daily from every corner of the world.
From Naples to the five continents
L’Antica Pizzeria da Michele in the World, currently managed by Alessandro Condurro and Francesco De Luca, represents the international expansion of the historic Neapolitan pizzeria. It is not simply a commercial chain, but rather a network of authentic “branches” born from the strong roots of the original home on Via Sersale.
The philosophy is clear: every pizza must be identical to the one served in Naples. The same dough, the same selected ingredients, the same meticulous respect for the golden rules that made the brand world-famous. Cities may change, languages may differ, but the spirit always remains the same.

Today, MITW locations number more than eighty across five continents, including even a presence in the Metaverse. Every new opening follows rigorous procedures: careful selection and control of ingredients, pizza chef training through an internal academy, and constant quality checks in locations all over the world.
The pizza that conquered cinema and literature
The uniqueness of L’Antica Pizzeria Da Michele’s pizza, in its disarming simplicity, has gone beyond gastronomy to enter global popular culture. Books, reports, photographs, and documentaries have told the story of that ancient ritual consumed before a steaming Margherita pizza.
The international myth was definitively cemented thanks in part to “Eat, Pray, Love,” Elizabeth Gilbert’s bestselling novel, and later the film adaptation starring Julia Roberts. In one of the most iconic scenes, set inside the Neapolitan pizzeria, pizza becomes a symbol of instinctive, authentic, almost primordial happiness.
And perhaps this is the true secret guarded by Antonio Falco and the Da Michele family: transforming a simple gesture into a universal experience. A pizza born in Naples, traveling across the world, continuing to tell — slice after slice — a story of passion, sacrifice, and tradition.
🍕 L’Antica Pizzeria Da Michele
