L’Arcimboldo Magazine e Guida enogastronomica, prende il nome dal pittore del ‘500 Giuseppe Arcimboldo poiché l’artista realizzò le famose “Teste Composte”, ovvero dipinti che, dall’insieme di prodotti ortofrutticoli, pesci e prodotti di cucina rappresentati su tela, rivelavano figure umane bizzarre, fantastiche a tratti misteriose.
L’Arcimboldo è altresì una statuina dalla forma moderna e stilizzata, creata dal 3D Artist Francesco Conte, esperto in lighting e look dev www.frankwy.com, che premia in Italia e all’estero gli Artisti del Gusto: custodi e ambasciatori di arti antiche, capaci di saper narrare la storia, di comunicare la cultura del proprio territorio, guardando al futuro e restando al passo con i tempi le tendenze, con unicità e capacità emozionale.
Con il riconoscimento de L’Arcimboldo vi è l’attribuzione da uno a tre pennelli, espressione della creatività e dello spessore professionale di ogni artista.
Luciano Di Sebastiano è nella Guida de L’Arcimboldo con l’assegnazione di 2 Pennelli nella categoria Artista Moderno.

A 38 anni, Luciano Di Sebastiano, co-titolare e Directeur Général di Bacio di Napoli a Meudon, nell’Île-de-France, porta nella sua professione una storia costruita attraverso esperienza, adattamento e appartenenza. La sua responsabilità non riguarda soltanto la cucina, ma l’intero progetto gastronomico e l’identità di un locale nato con un’ambizione precisa: raccontare Napoli in Francia attraverso il cibo.
Il suo percorso comincia a Napoli, dalla formazione alberghiera e da un rapporto con la cucina profondamente legato alla memoria, alla famiglia e alla cultura del territorio. Nel 2012 arriva a Parigi. È l’inizio di una nuova fase della sua vita, nella quale imparare la lingua, costruire una stabilità personale e professionale e conoscere il Paese diventano obiettivi tanto importanti quanto fare esperienza nella ristorazione.
Sono anni di lavoro e crescita, trascorsi in diverse realtà, osservando non soltanto il mestiere, ma anche una clientela internazionale e un modo differente di vivere la gastronomia.

La professione come costruzione di una visione
Dal 2017 al 2024 le responsabilità aumentano progressivamente. Luciano Di Sebastiano arriva a occuparsi delle brigate, dell’organizzazione della cucina, della qualità del servizio e della relazione con una clientela internazionale.
È proprio attraverso questo percorso che matura una convinzione precisa: essere chef non significa semplicemente creare piatti. Significa costruire una squadra, trasmettere un metodo, organizzare il lavoro, mantenere uno standard e sviluppare una visione riconoscibile nel tempo.
Nel 2025 questa esperienza trova la sua naturale evoluzione con la nascita di Bacio di Napoli a Meudon, progetto imprenditoriale e gastronomico nel quale confluiscono esperienza professionale, cultura napoletana e una personale idea di ristorazione.
Oggi Di Sebastiano continua a essere direttamente coinvolto nella cucina, nella ricerca e selezione delle materie prime, nello sviluppo dei piatti e delle pizze, nella formazione della squadra e nella costruzione quotidiana dell’identità del locale.

Una Napoli contemporanea, senza stereotipi
Il suo obiettivo è fare di Bacio di Napoli un luogo capace di rappresentare con sempre maggiore forza la cultura gastronomica napoletana in Francia. Non semplicemente far crescere un ristorante, dunque, ma costruire un’identità.
Cucina e pizza devono parlare lo stesso linguaggio, attraverso ricerca, selezione delle materie prime, formazione, standardizzazione e creazioni riconoscibili. Ma il futuro passa anche dallo studio della tradizione campana, dal recupero di ricette, prodotti e memorie, interrogandosi su come possano vivere nel presente senza perdere la propria anima.
Di Sebastiano si definisce contemporaneo. La tradizione napoletana resta il punto di partenza, ma non deve essere necessariamente ripetuta nella sua forma originaria. Prima occorre comprenderne l’essenza, il perché di una ricetta, il ruolo degli ingredienti e la memoria che racchiude; soltanto dopo arriva l’interpretazione.
Essere contemporanei, nella sua visione, non significa inseguire le mode, ma appartenere ai tempi moderni, senza dimenticare da dove si viene.

La memoria come ingrediente della creatività
La creatività nasce spesso da un ricordo: un profumo, un piatto dell’infanzia, il mercato, il mare, una domenica trascorsa a tavola, una ricetta della cucina popolare. Da lì intervengono tecnica, esperienza e ricerca.
Non si tratta di inventare qualcosa di nuovo soltanto per stupire, ma di partire da qualcosa che possiede già un’identità e chiedersi come raccontarlo attraverso un linguaggio personale.
È questa la filosofia racchiusa anche nel nome Bacio di Napoli. Un modo per abbracciare, quasi con un bacio, tutto ciò che la tradizione gastronomica ha lasciato: prodotti, gesti, ricette, profumi e memorie.
L’idea è quella di un viaggio. Chi si allontana da Napoli porta con sé qualcosa della propria città, proprio come una cartolina inviata alle persone care rimaste lontane. Una cartolina attraverso la quale raccontare ciò che si è visto, vissuto e assaporato, per poi lasciare un saluto semplice e affettuoso: “Un bacio da Napoli.”

Un paesaggio nascosto nel logo
La stessa filosofia vive nel logo del ristorante. A un primo sguardo appaiono delle labbra, ma all’interno della forma si nasconde un piccolo paesaggio napoletano: il profilo del Vesuvio incontra e quasi bacia il Golfo, mentre il suo riflesso nell’acqua completa l’altra parte delle labbra.
Un simbolo apparentemente semplice diventa così una dichiarazione d’identità.
Bacio di Napoli non vuole essere soltanto un ristorante, ma un luogo capace di lasciare al cliente una piccola cartolina della città partenopea da portare con sé.

La cucina popolare incontra il presente
Particolarmente forte è il legame con la cucina popolare napoletana e campana. Dietro piatti apparentemente semplici, Di Sebastiano riconosce una straordinaria intelligenza gastronomica: equilibrio, recupero, concentrazione dei sapori e capacità di ottenere moltissimo da pochi ingredienti.
La Francia, nel frattempo, ha modificato e arricchito il suo modo di pensare. La distanza dalle origini gli ha permesso di guardare Napoli da un’altra prospettiva e, proprio per questo, di comprenderla ancora più profondamente.
Le sue creazioni cercano prima di tutto emozione e riconoscibilità. Il cliente dovrebbe comprendere ciò che mangia senza avere necessariamente bisogno di una lunga spiegazione. Il piatto deve possedere una componente di memoria per chi conosce Napoli e, contemporaneamente, una componente di scoperta per chi quella cultura non l’ha mai vissuta.
Non una Napoli folkloristica o costruita sugli stereotipi, ma quella della cucina quotidiana, dei prodotti, dei gesti, dei profumi, del mare, della terra, della convivialità e della cultura popolare.

Qualità, identità e funzione
La selezione delle materie prime parte da tre criteri: qualità, identità e funzione dell’ingrediente nel piatto.
La provenienza geografica non viene considerata un valore assoluto. Un prodotto deve essere innanzitutto buono, coerente con la ricetta, tracciabile e adatto al risultato ricercato.
Quando, invece, l’origine è parte integrante dell’identità di una preparazione, la scelta può orientarsi verso prodotti italiani e campani: farine, pomodori, formaggi, salumi e altre materie prime legate alla tradizione.
Per altri ingredienti diventano fondamentali freschezza, stagionalità e qualità. Il principio rimane semplice: non scegliere un prodotto perché prestigioso, ma perché possiede una funzione precisa e perché, senza di esso, il piatto sarebbe meno buono, meno equilibrato o meno autentico.
Anche l’accumulo viene evitato: pochi elementi, purché ognuno abbia una ragione precisa per essere presente.

Tra tradizione e innovazione
Tradizione e innovazione, nella filosofia di Di Sebastiano, non sono mondi contrapposti. La prima offre sicurezza, memoria e riconoscibilità; la seconda genera curiosità e sorpresa.
Il vero lavoro del cuoco consiste nel trovare il punto d’incontro. Se l’innovazione cancella il riferimento originario rischia di diventare esercizio tecnico; se la tradizione viene semplicemente ripetuta senza interpretazione può perdere la capacità di emozionare.
La tradizione diventa così il linguaggio, mentre l’innovazione rappresenta il modo personale di utilizzarlo.
E se la sua cucina fosse un paesaggio, Luciano Di Sebastiano la immaginerebbe come un vicolo di Napoli che, improvvisamente, si apre sul mare. Il vicolo sono le radici: la cucina popolare, le voci, i profumi, la semplicità, la memoria e la vita quotidiana. Il mare è invece la libertà, il viaggio e tutto ciò che ancora può essere scoperto.
Una cucina profondamente legata al luogo da cui proviene, ma con lo sguardo sempre rivolto verso l’orizzonte.
🍕 🍴 Bacio di Napoli – Meudon
📍 4 Place Louise Poitevin
92360 Meudon-la-Forêt, Francia
📞 +33 9 51 73 38 37

Luciano Di Sebastiano
L’Arcimboldo Magazine and Food & Wine Guide takes its name from the 16th-century painter Giuseppe Arcimboldo, as the artist created his famous “Composite Heads”: paintings in which combinations of fruit, vegetables, fish and culinary products arranged on canvas revealed bizarre, fantastical and, at times, mysterious human figures.
L’Arcimboldo is also represented by a modern, stylized statuette created by 3D Artist Francesco Conte, an expert in lighting and look development — www.frankwy.com — which recognizes Artisti del Gusto, in Italy and abroad: custodians and ambassadors of ancient culinary arts, capable of narrating history, communicating the culture of their territory, looking towards the future while keeping pace with contemporary times and trends, with uniqueness and emotional impact.
The L’Arcimboldo award carries the attribution of one to three brushes, expressing the creativity and professional stature of each artist.
Luciano Di Sebastiano is featured in the L’Arcimboldo Guide with the award of 2 Brushes in the Modern Artist category.

At 38, Luciano Di Sebastiano, co-owner and Directeur Général of Bacio di Napoli in Meudon, Île-de-France, brings to his profession a story shaped by experience, adaptation and a strong sense of belonging. His responsibilities extend beyond the kitchen to encompass the entire gastronomic project and the identity of a restaurant founded with a clear ambition: to tell the story of Naples in France through food.
His journey began in Naples, with a background in hospitality and, above all, a deep connection with cuisine rooted in memory, family and the culture of his homeland. In 2012, he moved to Paris. It marked the beginning of a new chapter in his life, in which learning the language, building personal and professional stability and getting to know the country became objectives as important as gaining experience in the restaurant industry.
These were years of work and growth, spent in different professional environments, observing not only the craft itself but also an international clientele and a different way of experiencing gastronomy.

A profession built around a vision
From 2017 to 2024, his responsibilities progressively expanded. Luciano Di Sebastiano became involved in managing kitchen brigades, organizing kitchen operations, maintaining service quality and building relationships with an international clientele.
It was through this journey that he developed a precise conviction: being a chef does not simply mean creating dishes. It means building a team, passing on a method, organizing work, maintaining standards and developing a vision that can remain recognizable over time.
In 2025, this experience naturally evolved with the creation of Bacio di Napoli in Meudon, an entrepreneurial and gastronomic project bringing together professional experience, Neapolitan culture and his personal vision of hospitality.
Today, Di Sebastiano remains directly involved in the kitchen, the research and selection of ingredients, the development of dishes and pizzas, staff training and the ongoing construction of the restaurant’s identity.

A contemporary Naples, without stereotypes
His goal is to make Bacio di Napoli a place capable of representing Neapolitan gastronomic culture in France with ever greater strength. It is not simply about growing a restaurant, but about building an identity.
Cuisine and pizza should speak the same language through research, ingredient selection, staff training, standardization and recognizable creations. The future also lies in studying Campanian traditions, rediscovering recipes, products and memories, and asking how they can live in the present without losing their soul.
Di Sebastiano defines himself as contemporary. Neapolitan tradition remains his starting point, but it does not necessarily have to be reproduced exactly as it has always been. First, it must be understood: the essence of a recipe, the role of its ingredients and the memory it carries. Only then does interpretation begin.
For him, being contemporary does not mean chasing trends. It means belonging to modern times without forgetting where one comes from.

Memory as an ingredient of creativity
Creativity often begins with a memory: a scent, a childhood dish, the market, the sea, a Sunday spent around the family table, a recipe from popular cuisine. From there come technique, experience and research.
It is not about inventing something new simply to surprise, but about starting with something that already possesses an identity and asking how it can be expressed through a personal language.
This is also the philosophy embodied in the name Bacio di Napoli. A way of embracing, almost with a kiss, everything that gastronomic tradition has handed down: products, gestures, recipes, aromas and memories.
The idea is that of a journey. When someone leaves Naples, they carry a part of their city with them, much like sending a postcard to loved ones who have remained far away. A postcard through which one recounts what has been seen, experienced and tasted, before ending with a simple and affectionate farewell:
“A kiss from Naples.”

A landscape hidden within the logo
The same philosophy is expressed in the restaurant’s logo. At first glance, it appears to be a pair of lips, but hidden within the shape is a small Neapolitan landscape: the profile of Mount Vesuvius meets and almost kisses the Gulf of Naples, while its reflection in the water completes the other side of the lips.
A seemingly simple symbol thus becomes a declaration of identity.
Bacio di Napoli does not aspire to be merely a restaurant, but a place capable of leaving every guest with a small postcard of Naples to take away with them.

Popular cuisine meets the present
Di Sebastiano has a particularly strong connection with Neapolitan and Campanian popular cuisine. Behind seemingly simple dishes, he recognizes an extraordinary gastronomic intelligence: balance, resourcefulness, concentration of flavours and the ability to achieve a great deal from just a few ingredients.
France, meanwhile, has profoundly influenced and enriched his way of thinking. Distance from his roots has allowed him to observe Naples from another perspective and, in doing so, understand it even more deeply.
His creations seek above all emotion and recognizability. Guests should be able to understand what they are eating without necessarily needing a lengthy explanation. A dish should contain an element of memory for those who know Naples and, at the same time, an element of discovery for those who have never experienced its culture.
This is not a folkloric Naples built on stereotypes, but Naples as expressed through everyday cuisine, products, gestures, aromas, the sea, the land, conviviality and popular culture.

Quality, identity and purpose
The selection of ingredients begins with three criteria: quality, identity and the function of each ingredient within the dish.
Geographical origin is not considered an absolute value. A product must first and foremost be good, consistent with the recipe, traceable and suitable for the desired result.
When origin is an integral part of a preparation’s identity, however, the choice may turn towards selected Italian and Campanian products: flours, tomatoes, cheeses, cured meats and other ingredients connected with the region’s culinary tradition.
For other ingredients, freshness, seasonality and quality are fundamental. The principle is simple: an ingredient should not be chosen because it is prestigious, but because it has a precise purpose and because, without it, the dish would be less enjoyable, less balanced or less authentic.
He also avoids unnecessary accumulation: few elements, provided that each one has a clear reason for being on the plate.

Between tradition and innovation
In Di Sebastiano’s philosophy, tradition and innovation are not opposing worlds. Tradition offers security, memory and recognizability; innovation creates curiosity and surprise.
The true work of a chef lies in finding the meeting point between the two. If innovation completely erases the original reference, it risks becoming a mere technical exercise. Likewise, if tradition is simply repeated without interpretation, it may lose its ability to inspire emotion.
Tradition therefore becomes the language, while innovation represents the personal way of using it.
And if his cuisine were a landscape, Luciano Di Sebastiano would imagine it as a narrow street in Naples that suddenly opens onto the sea. The narrow street represents his roots: popular cuisine, voices, aromas, simplicity, memory and everyday life. The sea represents freedom, travel and everything that remains to be discovered.
A cuisine deeply connected to the place from which it comes, yet with its gaze always directed towards the horizon.
Bacio di Napoli – Meudon
🍕🍴 Bacio di Napoli
📍 4 Place Louise Poitevin
92360 Meudon-la-Forêt, France
📞 +33 9 51 73 38 37



