QUANDO L’INVASIONE DIVENTA UNA RISORSA
Per mesi abbiamo sentito parlare del granchio blu come di una presenza invasiva capace di mettere in difficoltà gli ecosistemi e, in particolare, gli allevamenti di molluschi del Delta del Po. Di fronte a una specie arrivata nei nostri mari e rapidamente diffusasi, tra le possibili risposte è emersa anche quella più immediata e curiosa: portarla in tavola.
Mangiare il granchio blu, naturalmente, non può rappresentare da solo una soluzione a un fenomeno ambientale complesso. Può però diventare un modo per riflettere sul rapporto tra cucina, territorio e risorse disponibili, trasformando un problema in un’occasione di ricerca gastronomica. È proprio da questa prospettiva che nasce una nuova interpretazione destinata a entrare nel mondo della pizza contemporanea.

Chiara Pavan tra i fondatori di Berberè Matteo e Salvatore Aloe
BERBERÈ E LA CUCINA DEL TERRITORIO
La protagonista è Berberè, insegna fondata a Bologna nel 2010 dai fratelli Matteo e Salvatore Aloe, che ha costruito la propria identità intorno a una pizza contemporanea attenta alla qualità degli ingredienti e alla ricerca.
Dal 13 ottobre, la rete di pizzerie presenta una nuova pizza in edizione limitata dedicata all’autunno, nata dalla collaborazione con la chef Chiara Pavan. Un progetto che porta nel piatto un ingrediente diventato simbolo di un cambiamento ambientale e che, attraverso la cucina, assume una nuova chiave di lettura.
IL GRANCHIO BLU INCONTRA LA PIZZA
La ricetta mette il granchio blu al centro della composizione, accompagnandolo con vodka sauce, mozzarella di latte di bufala, olio al levistico, erba cipollina e prezzemolo.
Una combinazione costruita per mantenere il protagonista riconoscibile, inserendolo però in un insieme equilibrato e contemporaneo. La componente aromatica delle erbe dialoga con la cremosità della mozzarella e con il carattere della vodka sauce, creando una pizza nella quale il mare incontra una lettura gastronomica lontana dalle interpretazioni più convenzionali.

UNA CUCINA CHE PARTE DA CIÒ CHE ACCADE
Per Chiara Pavan, il punto di partenza è proprio il rapporto con l’ambiente. Il granchio blu diventa così molto più di un semplice ingrediente: rappresenta un fenomeno contemporaneo dal quale partire per costruire un piatto capace di essere buono, interessante e desiderabile.
La scelta racconta una filosofia che guarda alla cucina come a uno spazio di osservazione e trasformazione. Ciò che accade nel territorio può diventare materia per la creatività, senza dimenticare la necessità di conoscere le risorse, rispettarle e utilizzarle con consapevolezza.
TRA RICERCA E ACCESSIBILITÀ
Il progetto nasce anche dalla volontà di trovare un equilibrio tra ricerca gastronomica e accessibilità. La pizza deve rimanere immediata, comprensibile e piacevole, senza perdere il carattere distintivo dell’ingrediente protagonista.
Il lavoro sviluppato insieme al team Berberè ha quindi portato alla definizione di una ricetta pensata per essere replicata nelle diverse pizzerie dell’insegna. Una sfida non secondaria, perché trasformare un’idea gastronomica in una proposta destinata a più locali significa mantenere riconoscibilità, equilibrio e qualità in ogni preparazione.

UNA PIZZA CHE FA PARLARE
La nuova pizza al granchio blu si inserisce così in una riflessione più ampia sul ruolo della cucina contemporanea: non soltanto luogo di piacere, ma anche spazio nel quale osservare i cambiamenti del mondo e interrogarsi sulle risorse che abbiamo a disposizione.
Il granchio blu, da specie percepita come problema, arriva dunque sulla pizza e diventa occasione di confronto. Non una risposta definitiva a una questione ambientale complessa, ma un esempio concreto di come la gastronomia possa trasformare ciò che accade intorno a noi in una nuova esperienza di gusto.




