Donato Sangermano – Basilicata

L’ARCIMBOLDO D’ORO 2024 A DONATO SANGERMANO

L’Arcimboldo magazine online, prende il nome dal pittore del ‘500 Giuseppe Arcimboldo poiché l’artista realizzò le famose “Teste Composte”, dipinti che rivelavano una figura umana mettendo insieme tra loro prodotti ortofrutticoli, pesci e prodotti di cucina.

” L’Arcimboldo d’Oro ”  ovvero la statuina dorata dalla forma moderna e stilizzata, creata dal 3D Artist Francesco Conte esperto in lighting e look dev www.frankwy.com , nasce per premiare gli Artisti del Gusto, in Italia e all’estero, cioè coloro i quali che con la loro professione e suddivisi per categorie peculiari, rispondono ai seguenti requisiti nell’ambito enogastronomico:“Artisti del Gusto, custodi e ambasciatori di arti antiche, capaci di saper narrare la storia, di comunicare la cultura del proprio territorio, guardando al futuro e restando al passo con i tempi e le tendenze, con unicità e capacità emozionale”.

L’Arcimboldo d’Oro, inoltre equivale al simbolo del Pennello d’Oro, utilizzato dagli artisti per creare le loro opere.

Dopo una serie di valutazioni da parte di professionisti della comunicazione e dell’ambito gastronomico, meritevoli Artisti del gusto sono entrati a far parte della guida de L’Arcimboldo con l’assegnazione da uno a tre pennelli d’Oro e durante l’evento di premiazione al Grand Hotel Capodimonte hanno ricevuto la prestigiosa targa che riporta i pennelli d’Oro assegnati.

Arriva da Acerenza in provincia di Potenza Donato Sangermano, che presso la Sala Carlo III del Grand Hotel Capodimonte di Napoli, ha ricevuto la targa da 2 pennelli d’Oro. 

Donato Sangermano, giovane ma professionalmente preparato, ha 27 anni ed è il titolare del ristorante “Al Duomo” ad Acerenza dove ricopre non solo il ruolo di pizzaiolo ma anche di cuoco.

Tutto nasce da una rivincita personale, infatti acquistò il ristorante insieme alla famiglia durante il suo periodo universitario collaborando in sala in qualità di cameriere, poiché la sua formazione puntava all’ambito economico ed era completamente ignorante sia sul mondo dell’arte bianca che su quello della ristorazione in generale.

Per una serie di sfortunati eventi, da un giorno all’altro si ritrovò a doversi rimboccare le maniche e gestire entrambi i settori. La piccola realtà del suo paese, non vide di buon occhio la sua intraprendenza, non mancarono chiacchiericci e umiliazioni, tanto da fargli considerare la possibilità di vedere o chiudere definitivamente l’attività di famiglia.

Era l’inizio del periodo Covid e si ritrovò davanti ad un bivio: fallimento o rivincita!

Poi decise di fare una promessa a sua madre, a cui oggi può dire a gran voce di aver portato fede, e cominciò ad informarsi e studiare ossessivamente, per ottenere una formazione professionale di pizzeria e cucina di tutto rispetto.

Oggi la soddisfazione della clientela, della Pizzeria Al Duomo, decreta il successo del progetto che Donato, con grande impegno sta portando avanti, appagando anche i palati più esigenti.  

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